Guerra fredda Usa-Russia. Record americano di esercitazioni militari

Da maggio a settembre, 93 "war game" in 29 Paesi, Italia inclusa. Contro Mosca

Guerra fredda Usa-Russia. Record americano di esercitazioni militari

New York Tornano a soffiare venti di guerra fredda tra Usa e Russia. Nei mesi in cui l'attenzione era concentrata sulle tensioni crescenti con l'Iran, gli Stati Uniti hanno condotto una serie senza precedenti di esercitazioni militari. Per la precisione, da maggio sino alla fine di settembre, 93 distinti «war game» in 29 paesi, tra cui l'Italia, sia via terra che via cielo. Secondo quanto rivela il settimanale Newsweek i test andavano dalle tattiche dei plotoni di terra alla cyber-guerra, ma non si sono svolti in Medio Oriente e non erano rivolti a Teheran. Erano invece diretti contro Mosca, e costituirebbero la serie di esercitazioni ininterrotte più intense dalla fine della guerra fredda.

«In vista di un possibile deterioramento del clima sulla sicurezza in Europa, le dimensioni e la portata delle esercitazioni militari della Nato e della Russia sono aumentate in modo significativo, anche drasticamente», ha riferito una commissione parlamentare dell'Alleanza Atlantica in ottobre. Il timore era quello di «non avere sufficienti soldati via terra nell'est Europa per scoraggiare interferenze o attacchi russi», e la commissione ha fatto cenno anche a esercitazioni militari di alto profilo da parte di Mosca, molte delle quali con scenari che includevano il possibile uso di armi nucleari. Fino al maggio scorso, tuttavia, la priorità sembrava un'altra: l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Usa, John Bolton, aveva annunciato che i caccia bombardieri B-52 e la portaerei Abraham Lincoln erano diretti in Medio Oriente a causa di «indicazioni e avvertimenti preoccupanti di problemi in aumento» provenienti dall'Iran. Da quel giorno, però, ci sono stati nuovi dispiegamenti nell'est Europa. I caccia Super Hornet F/A-18F sono stati dispiegati in Romania, e poi hanno attraversato i cieli sopra il Mar Ionio, a ovest della Grecia, verso la Lituania. Lì, i caccia d'attacco della Marina americana hanno condotto altre esercitazioni via terra, a circa 800 km da Mosca.

«Stiamo dimostrando al mondo che siamo preparati e in grado di eseguire missioni nello spazio aereo dei nostri alleati con breve preavviso», ha spiegato il tenente comandante della Marina Stephen Gay, coordinatore dei test. Diverse esercitazioni sono state poi effettuate in Finlandia, Estonia, Croazia, Ungheria, Slovenia, Grecia, Turchia, e al largo delle coste scozzesi. Nello stesso periodo - ha aggiunto Newsweek - una decina di caccia F-16C sono decollati dalla Florida verso il Regno Unito, e i recentissimi jet F-35 Lightning II sono stati dispiegati da una base in Utah al nord Italia. A fine maggio il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha manifestato la sua preoccupazione per la crescente attività militare della Nato al confine. E l'agenzia di stampa russa Tass ha riportato che negli ultimi tre anni sono aumentati di dieci volte le intercettazioni aeree da parte dell'aviazione di Mosca. Intanto, lo scorso marzo, l'amministrazione di Donald Trump ha richiesto 5,9 miliardi di dollari per finanziare la European Deterrence Initiative (EDI), con una riduzione del 10% rispetto all'anno precedente, mossa che alcuni osservatori hanno interpretato come un segnale della debolezza personale del presidente americano verso la Russia. In realtà, ha spiegato il settimanale, non c'è stata alcuna riduzione reale, ma il taglio è stato il risultato di costi non ricorrenti. E l'importo dedicato a esercitazioni e formazione è più che raddoppiato rispetto ai dodici mesi precedenti, passando da 291 milioni di dollari a 609 milioni.