Guerra di missili nei cieli della Siria Damasco: "Respinto attacco di Israele"

Intercettati nove razzi. E l'esercito di Netanyahu blocca il fuoco nemico

Nuovo capitolo nella guerra non dichiarata che Israele sta conducendo ormai da mesi in Siria contro l'alleanza ostile tra il regime di Bashar el-Assad, le potenti milizie sciite libanesi Hezbollah armate dall'Iran e le stesse forze iraniane che si sono installate in territorio siriano. L'agenzia governativa di Damasco dà notizia di quello che, se confermato, sarebbe un successo importante militare, sia pure in chiave difensiva: il respingimento di un attacco aereo israeliano nel sud della Siria. Le difese aeree siriane avrebbero intercettato complessivamente nove missili, facendo così fallire il piano d'attacco, insolitamente lanciato in mattinata con la piena luce del giorno. Silenzio invece da parte israeliana, che è solita limitare al minimo i commenti sulle proprie azioni militari. L'unica dichiarazione dell'esercito riguarda l'intercettamento da parte dello scudo protettivo Iron Dome di un missile lanciato alcune ore più tardi verso le Alture del Golan che Israele occupa dal 1967 e ha annesso nel 1981.

Appena una settimana fa, il 13 gennaio, lo stesso primo ministro dello Stato ebraico Benjamin Netanyahu aveva confermato che l'aviazione di Gerusalemme aveva condotto attacchi nei pressi dell'aeroporto di Damasco: obiettivo delle bombe, come già numerose altre volte in passato, erano stati depositi di armi iraniane. Ma con il passare del tempo la superiorità israeliana nei cieli siriani si sta riducendo, e questo per effetto dell'aiuto che la Russia sta fornendo al suo strategico alleato Assad: Mosca non si è limitata (si fa per dire) a invertire le sorti della guerra civile in Siria con il proprio diretto intervento militare, salvando così dalla disfatta il raìs di Damasco e restituendogli il ruolo di dominus nel Paese che aveva perduto, ma gli ha anche fornito un sistema antimissile di nuovissima generazione.

Questa nuova situazione sul terreno complica il compito dell'aviazione israeliana su quello che è diventato lo confermano esplicitamente i vertici politici e militari di Gerusalemme il fronte prioritario della difesa dello Stato. Netanyahu ha ribadito più volte, e lo ha fatto anche ieri pur evitando ogni riferimento all'azione aerea della mattinata, che non tollererà il consolidarsi in Siria di un'alleanza a tre che ha come evidente obiettivo la minaccia alla sicurezza del suo Paese. In particolare, obiettivo primario dell'Idf le forze armate israeliane è la presenza militare di Teheran, per impedire il flusso verso il confinante Libano di armamenti iraniani diretti a Hezbollah. Il timore è il ripetersi in un prossimo futuro di una guerra con le milizie sciite installate nel Paese dei cedri: nel 2006 Israele dovette pagare un caro prezzo di sangue per fermare una brutale offensiva missilistica, ma è certo che una sua replica oggi, con gli arsenali di Hezbollah assai meglio riforniti da Teheran, si rivelerebbe ben più drammatica e aprirebbe le porte a un conflitto regionale su larga scala.

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Commenti

Divoll

Lun, 21/01/2019 - 15:17

Lo scudo antimissile funziona.