Leggi il settimanale

La "guerra popolare" dei Carc: asse con la Albanese e i pro Pal

Dietro alle liste degli "agenti sionisti" si nasconde la struttura che opera attraverso i Comitati per il Comunismo. I convegni con l'architetto giordano e la relatrice Onu

La "guerra popolare" dei Carc: asse con la Albanese e i pro Pal
00:00 00:00

Un vecchio fantasma. Dai meandri della sinistra extraparlamentare, con le liste di proscrizione degli "agenti sionisti", riemerge il Nuovo partito comunista italiano. Formazione "clandestina" che affonda le sue radici nei Carc, sigla pubblica della stessa galassia ideologica. Il fondatore e ideologo del Npci è Giuseppe Maj, classe 1939. Già animatore di "Servire il popolo", Maj ha teorizzato la "guerra popolare di lunga durata". Nello statuto della formazione si legge, che il partito è "l'erede...delle Brigate Rosse espressione più avanzata anche se insufficiente della lotta rivoluzionaria degli anni '70 per ricostruire il Partito comunista". Militante storico del marxismo-leninismo, Maj, negli anni, è stato coinvolto in diverse inchieste: arrestato negli anni '80 per associazione sovversiva nel filone sul "Coordinamento contro la Repressione", perquisito nel 1989 nell'indagine sul "Centro di Documentazione Filorosso" e arrestato a Parigi all'inizio del 2000 anche per presunti collegamenti con Grapo, sigla eversiva spagnola, e con le nuove Br. Tutti i procedimenti si sono conclusi con assoluzioni o con non luoghi a procedere. Maj è ancora il riferimento intellettuale della realtà formata da n-Pci e Carc. Nel 2009, la "Commissione preparatoria" del nuovo Pci, diffuse online un inserto intitolato "Caccia allo sbirro". Risultato giudiziario: quattro militanti dei Carc assolti. La Francia, come spesso accade per la sinistra extraparlamentare italiana, è uno snodo: la delegazione del partito all'estero è collocata nella casella postale di L'Ile Saint-Denis, Ile-de-France. L'indicazione, per i simpatizzanti, è quella di contattare il Npci tramite Tor, Pgp e email anonime: tutti metodi per non lasciare tracce digitali. In continuità storico-politica, c'è il "Partito dei comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo", i Carc, che continuano a predicare la necessità di "rovesciare il governo Meloni". A febbraio 2024, Pablo Bonuccelli, uno dei leader dei Carc, ha partecipato a un convegno milanese a cui ha preso parte, con un video, Mohammad Hannoun, l'architetto giordano in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas. L'"antisionismo non è antisemitismo" era il titolo dell'iniziativa. Bonuccelli, in un post su Instagram del 2024, ha attaccato la senatrice a vita Liliana Segre, scrivendo: "Se a 94 anni non è in grado di riconoscere un genocidio e non sente la necessità di condannare gli esecutori, significa che non sussistono i presupposti elementari per avere diritto di voto in Senato. Faccia lei. La paghiamo nostro malgrado, con la presunzione che sia senziente". Sullo stesso palco milanese, c'erano anche Shukri Hroub, responsabile dell'Unione democratica arabo-palestinese, che in questi mesi ha paragonato Hamas ai partigiani, e il professor Angelo D'Orsi. Hroub è anche il responsabile logistica, porti e imbarcazioni di Freedom Flotilla Italia. La sezione napoletana dei Carc ha preso parte a un incontro pubblico con Francesca Albanese a Scampia, il 4 gennaio scorso. Al grido di "compagne e compagni", sempre per "cacciare il governo Meloni", è intervenuto Antonio Pontoniere, esponente campano. La stessa realtà, dalla cui costola è nato il Npci, ha partecipato a un altro convegno di recente: uno pro Maduro, alla presenza di Dario Carotenuto, parlamentare 5S. Per la sigla comunista è intervenuto il "compagno Mattia Cavatorti", in collegamento da Caracas.

Il quadro che emerge è quello di una costellazione che si ricompone. Strutture clandestine, sigle pubbliche, attivismo radicale e retorica "antisionista" si muovono sulla stessa direttrice.

Un'alleanza ideologica che, persino dalla Francia, lavora sottotraccia e non solo. Mentre le liste del Npci ricordano da vicino la tecnica delle "Forze soggettive della rivoluzione socialista", cioè uno storico metodo del vecchio estremismo della sinistra massimalista.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica