Guerra spaziale Musk-Bezos. "Inutili i satelliti di Amazon"

Il patron di Tesla e Space X chiede alle autorità Usa di fermare il progetto del rivale: "È indietro di anni"

«Guerre stellari» tra i due uomini più ricchi del mondo. Elon Musk e Jeff Bezos non si sfidano soltanto per la palma di Paperone del globo, ma litigano pure su chi deve essere il re dello spazio. La battaglia tra il fondatore di Tesla (e SpaceX) e il patron di Amazon riguarda i rispettivi progetti sui satelliti internet. Musk ha chiesto alle autorità americane il permesso di far funzionare i suoi satelliti per le comunicazioni Starlink ad un'altitudine inferiore a quella inizialmente pianificata. Il motivo è che un'orbita più bassa consente un servizio internet più veloce perché il segnale non viaggia così lontano. Su Twitter, Musk ha poi attaccato Bezos, affermando che «non è utile compromettere Starlink oggi per un sistema di satelliti di Amazon che alla meglio richiederà diversi anni».

La società di Seattle ed altre si sono dette contrarie alla domanda di rivedere l'altitudine, in quanto la modifica interferirebbe con altri satelliti. Alle critiche di Musk, Amazon ha infatti risposto mettendo in evidenza di aver messo a punto i satelliti del Kuiper System per «evitare che interferissero con Starlink, e ora SpaceX vuole modificare il design. Questi cambiamenti non solo creerebbero un contesto più pericoloso di collisione nello spazio, ma aumenterebbero anche le interferenze per i consumatori». «Le modifiche proposte da SpaceX ostacolerebbero la concorrenza tra i sistemi satellitari - ha inoltre cinguettato Amazon dal suo account ufficiale - È chiaramente nel suo interesse soffocare la concorrenza sul nascere, se può farlo, ma non è certamente nell'interesse del pubblico». Nella sua replica, SpaceX ha invece sottolineato che i suoi progetti non aumenterebbero le interferenze per quelli che ha definito i «piani ancora nascenti» di Bezos. Il progetto Starlink punta a costruire una rete di circa 12.000 satelliti per portare la connessione ad alta velocità in qualsiasi parte del pianeta. Per il momento ne ha lanciati in orbita oltre 1.000, e sta raccoglinedo i primi clienti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada, ma sta pure cercando di espandere l'accesso in molti altri paesi in cui si è già registrata, inclusa l'Italia.

Il servizio iniziale ha un prezzo di 99 dollari al mese, oltre a un costo iniziale di 499 dollari per ordinare lo Starlink Kit, che include un terminale per l'utente e un router Wi-Fi per connettersi. Nel frattempo, la società di Bezos sta lavorando al suo programma per internet satellitare Kuiper: l'anno scorso ha ottenuto l'autorizzazione della Federal Communications Commission (Fcc) per il varo di una flotta di 3.236 satelliti (per la cui costruzione dice che investirà oltre 10 miliardi di dollari), ma non ne ha ancora lanciato nemmeno uno.

L'imprenditore sudafricano, in quanto numero uno di SpaceX, è anche concorrente della Blue Origin di Bezos nel settore dei voli spaziali privati. E grazie alla corsa di Tesla a Wall Street, Musk ha incrementato il suo patrimonio personale riuscendo a superare il rivale e diventando l'uomo più ricco al mondo. Secondo il Bloomberg Billionaires Index, infatti, nel corso della seduta del 7 gennaio Musk ha raggiunto quota 195 miliardi di dollari mentre Bezos si è fermato a 185. Il sorpasso è arrivato al termine di un anno di fortissima crescita per Tesla, le cui azioni hanno registrato un incredibile +743%.

La sfida tra i due per contendersi la palma di più ricco del pianeta però continua gorno dopo giorno: dopo un breve periodo in testa Musk è tornato in seconda posizione quando la sua fortuna borsistica è diminuita di quasi 14 miliardi di dollari nel giro di 124 ore. Poi è tornato alla guida della classifica.

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Commenti

cgf

Gio, 28/01/2021 - 10:16

Un po di sana concorrenza, se sana rimarrà, non può fare certo che bene a tutti, soprattutto ai consumatori. Per le comunicazione Bezos parte avvantaggiato, infatti detiene già oggi una buona parte delle reti esistenti, fornisce anche il Governo USA, ma non puoi dire a Bolt di rallentare perché sei rimasto indietro a gareggiare con lui.