"Ha enormi falle...". Anche Beppe Sala contro il reddito grillino

La critica inaspettata al reddito di cittadinanza arriva dal sindaco di Milano Sala, che in una lunga riflessione sui social ammette i suoi effetti negativi sul mondo del lavoro

"Ha enormi falle...". Anche Beppe Sala contro il reddito grillino

Che il reddito di cittadinanza non sia questa gran misura capace di rivoluzionare l'Italia si è capito da tempo. Se ora anche da sinistra piovono critiche sulla misura grillina, significa che il suo tempo è ormai scaduto. L'ultimo in ordine di tempo a mostrare molto scetticismo per il reddito di cittadinanza è Beppe Sala, che in un post sui suoi social è arrivato alla stessa conclusione dei tanti esponenti di destra che, negli ultimi mesi, imputano alla misura grillina parte della causa della crisi del mercato del lavoro.

Occorre "intervenire ora sul reddito di cittadinanza: è stata una buona intuizione ma la sua applicazione ha presentato enormi falle e sul lavoro ha avuto effetti negativi. Va profondamente riformato", scrive Beppe Sala nella sua riflessione social. Un'entrata col piede a martello sugli alleati del Partito democratico da parte del sindaco di Milano, che potrebbe avere ripercussioni sulla discussione delle prossime settimane. Ma d'altronde, Beppe Sala non dice nulla di nuovo, perché sono i numeri a rivelare la verità, al di là delle sconclusionate difese portate avanti dal M5s, dai sindacati e dalla sinistra di governo.

Dalle parti della Cgil, Maurizio Landini minaccia lo sciopero in difesa della misura grillina, come ha dichiarato a il Fatto quotidiano: "Noi abbiamo chiesto alle forze politiche di darci delle risposte adesso, al massimo entro la legge di Bilancio, in questo senso accanirsi sul Reddito di cittadinanza è un'offesa alla povertà. Come dimostrano i dati il RdC va a nuclei familiari che sono già dentro una soglia di povertà. L'emergenza è superare la precarietà nel lavoro e aumentare i salari e pensioni". Le rimostranze del sindacato arrivano a pochi giorni dall'approvazione dell'emendamento presentato dal centrodestra al dl Aiuti approvato dalle commissioni della Camera con il voto contrario del M5s, con il quale è stato stabilito che anche il rifiuto di un'offerta congrua a chiamata diretta da un datore di lavoro privato rientra nel calcolo dei rifiuti che possono costare la perdita del beneficio.

Ma Giuseppe Conte non ci sta: "Non possiamo dire che è colpa del reddito di cittadinanza se non si accettano più certi lavori. I cittadini oggi vogliono anche una qualità del lavoro". Intanto la misura grillina inizia a ricevere bocciature anche da sinistra: nessuno sembra più voler supportare le misure del M5s, ormai in caduta libera nei sondaggi a meno di un anno dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento.

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