"Ha prevalso Giorgetti". La Donato via dalla Lega. Il partito fibrilla sul pass

L'europarlamentare lascia. Salvini: "Auguri". Alla Camera in 80 votano sì al certificato, 52 assenti

"Ha prevalso Giorgetti". La Donato via dalla Lega. Il partito fibrilla sul pass

No euro, no green pass e ora anche no Lega. L'europarlamentare Francesca Donato, classe '69, nata ad Ancona ma cresciuta in Veneto, avvocata penalista a Padova e civilista a Palermo, da tempo volto televisivo piuttosto conosciuto, lascia il partito in polemica con la linea governista del Carroccio e punta il dito contro Matteo Salvini che, a suo dire, si trova «in una posizione delicata» perché «rappresenta un partito con diverse anime», «c'è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri, capeggiati da Giorgetti, a favore delle scelte del governo Draghi». Insomma, il segretario della Lega è finito in minoranza «all'interno della segreteria del partito».

La Donato ora resterà nel gruppo europeo di Identità e Democrazia e giocherà da battitrice libera. «Non intendo creare ulteriori imbarazzi o problemi con le mie dichiarazioni o iniziative dissonanti». L'eurodeputata promette di non aderire ad altri progetti politici. Ma attraverso una attestazione di stima sembra dare un'indicazione. «Va riconosciuto a Giorgia Meloni di aver mostrato coraggio e lungimiranza non entrando al governo...». Da Fratelli d'Italia, però, smentiscono contatti e per lei c'è anche l'opzione Italexit di Gianluigi Paragone.

I vertici della Lega sono ovviamente delusi per il comportamento dell'eurodeputata, anche per l'ufficializzazione dell'addio a ridosso delle «mministrative. Silenzio e indifferenza, dunque. «Chi esce dal partito diffondendo chat private si commenta da sola», spiegano. Minimizza Salvini: «Chi va via lo ringrazio, lo saluto e tanti auguri». Massimiliano Fedriga ridimensiona la portata dell'addio. «Buona fortuna, ma con tutto il rispetto non penso che sia una colonna della Lega che ha abbandonato il partito». Opinioni diverse ci sono, ammette Fedriga, ma è sbagliato parlare di spaccature. E aggiunge: «La Lega è unita con Salvini, che ringrazio per il lavoro che sta facendo in modo coerente e nel mio piccolo gli sarò sempre a fianco». I vertici europei Marco Zanni e Marco Campomenosi puntano il dito contro «chi, dopo aver messo in cattiva luce la Lega per giustificare il suo abbandono, getta discredito sui colleghi». Tra i parlamentari, invece, c'è chi non nasconde un certo sollievo dopo una serie di uscite televisive di Francesca Donato - l'ultimo il confronto a DiMartedì con il sottosegretario alla Salute Sileri - che qualche imbarazzo lo hanno effettivamente creato.

L'uscita dal gruppo di Francesca Donato fa seguito all'addio di alcuni mesi fa di Vincenzo Sofo e del deputato Gianluca Vinci. I riflettori sono ora puntati su Alberto Bagnai, Claudio Borghi, Armando Siri, Simone Pillon e Roberta Ferrero, ma non ci sono segnali all'orizzonte. È chiaro però che l'esito delle amministrative è atteso con preoccupazione. Un risultato non all'altezza potrebbe creare qualche crepa nella efficace disciplina comunicativa che da sempre caratterizza la Lega. Salvini, però, non ci sta a subire la rappresentazione di una spaccatura consolidata e pubblica una foto-mosaico che riunisce quattro immagini che lo vedono sorridente con Fedriga, con Giancarlo Giorgetti, con Attilio Fontana e Luca Zaia. Il tutto corredato da un secco commento: «Dedicato a chi ci vuole male. Uniti si vince». E ieri la Camera ha confermato la fiducia al governo sul decreto legge green pass bis. La Lega si spacca, solo 80 voti a favore e 52 assenti di cui 41 ingiustificati.

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