"Ho lottato con l'orso, io un miracolato"

Il carabiniere aggredito in Trentino: "Sono salvo grazie ai miei amici"

"Ho lottato con l'orso, io un miracolato"

«Quando mi sono trovato quell'orso addosso ho pensato che fosse l'ultimo momento della mia vita». É un racconto drammatico per fortuna a lieto fine quello del giovane carabiniere Diego Balasso, 24 anni, di stanza in Trentino.

Aggredito da un orso si è salvato probabilmente perché la bestia era ancora un cucciolo e grazie all'aiuto degli amici che hanno distolto l'attenzione dell'animale.

Un episodio che non mancherà di riaccendere la polemica sugli orsi in fuga protagonisti sin dal 2014 di aggressioni anche all'uomo. In Trentino in tutto sono presenti 90 orsi e una decina di branchi di lupi.

Il ragazzo racconta che sabato scorso stava passeggiando insieme ad un'amica, Alexandra, in attesa di iniziare il turno di mezzanotte. All'improvviso un rumore dall'acqua e una sagoma nera è comparsa dal nulla a una ventina di metri

«Siamo rimasti immobili ma lui è arrivato a 30 centimetri da me, mi annusava, mi soffiava dandomi due morsi leggeri al ginocchio sinistro, come per assaggiarmi. Quando ho spostato la gamba mi è saltato addosso. Ho lottato, ho cercato di evitare i morsi, ma quando mi ha addentato il collo ho pensato sarebbe stato l'ultimo momento della mia vita», è la drammatica ricostruzione del giovane vicentino.

Il carabiniere resterà ricoverato nel reparto chirurgia estetica dell'ospedale Santa Chiara di Trento ancora per qualche giorno in modo da poter medicare le ferite quotidianamente senza doversi spostare. Le sue condizioni sono discrete.

«Quando sono caduto a terra mi sono messo il cappuccio del piumino, mi sono riparato chiudendomi con le spalle e tirando le gambe al petto. L'orso era un cucciolo, però mi ha afferrato il collo da dietro, mordendomi a pochi millimetri dalla giugulare, mi sono parato con l'avambraccio, gli dava fastidio il piumino e finché non è riuscito ad affondare la pelle mi ha dilaniato la schiena con graffi e morsi».

Quando sembrava che non ci fosse più niente da fare è arrivato in aiuto il fratello della sua amica. «È stato Christian a salvarmi, se non lo avesse distratto mettendosi a urlare, la mia lotta sarebbe durata poco».

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