
Il "padre" del reddito di cittadinanza, Pasquale Tridico, è candidato in Calabria come presidente della Regione. Esponente del M5s, è stato deciso che verrà sostenuto dal centrosinistra al netto di qualche eccezione, come Carlo Calenda: "Loro fanno il reddito di cittadinanza regionale? Io non li supporto". Tridico ha presentato ieri il simbolo della sua lista con le parole "Resta. Torna. Crediamoci" e sta iniziando a costruire l'elenco dei candidati. Non è ancora stata ufficializzata la composizione della lista ma alcune indiscrezioni, oltre che indizi che circolano sul web, sostengono che come capolista potrebbe esserci Donatella Di Cesare, docente di Filosofia all'Università La Sapienza di Roma, nonché presenza frequente nei salotti politici di La7.
Ieri la professoressa ha annunciato sui social la propria partecipazione a un incontro elettorale a Riace, in provincia di Reggio Calabria, con Pasquale Tridico e Mimmo Lucano, ex sindaco del Comune, condannato con pena sospesa e oggi europarlamentare eletto tra le fila di Avs. Secondo indiscrezioni, anche Lucano potrebbe entrare nella lista di Tridico, il che però lo costringerebbe a lasciare il seggio europeo. Le certezze si avranno solamente al momento dell'ufficializzazione delle liste, che avverrà presumibilmente entro le prossime settimane, visto che le elezioni sono state fissate per il 5 e 6 ottobre dopo le dimissioni (con ricandidatura) di Roberto Occhiuto, esponente di Forza Italia sostenuto da tutto il centrodestra.
Nel tardo inverno del 2024, la professoressa Di Cesare è finita al centro di un ciclone mediatico per aver pubblicato un post social in cui esprimeva il proprio cordoglio per la scomparsa di Barbara Balzerani, che era una delle esponenti di spicco delle Brigate Rosse, dirigente della colonna romana dell'organizzazione. "La tua rivoluzione è stata anche la mia, le vie diverse non cancellano le idee, con malinconia un addio alla compagna Luna", ha scritto Di Cesare sui social. Il post è stato cancellato rapidamente dalla professoressa ma non prima che fosse visto da molte persone: anche la rettrice dell'Ateneo si è dissociata da quelle parole.
Donatella Di Cesare, tra i vari post che da sempre contraddistinguono la sua presenza social, da qualche tempo ha iniziato a condividere commenti molto particolari sulla Calabria e sul Sud in generale, come quello pubblicato alcuni giorni fa in cui sembra quasi fare uno "spoiler" sul suo futuro: "Non vorrei che il sud fosse per noi ormai solo quell'epoca di ieri che si visita con precauzione prima che frani per sempre. Non vorrei che fosse già un arcaismo, un tempo affascinante e perduto, su cui cala definitivamente la notte".
Il sud dell'allegria accecante, scrive ancora Di Cesare, "e del lutto rigoroso, della devozione e della diffidenza, della vita comunitaria e dei lunghi silenzi, dello sguardo in riva al mare e dell'intimità boschiva, non è un mondo cancellato, bensì un mondo che riappare e che farà parte del nostro futuro. Perciò richiede ben più che una visita vacanziera o una testimonianza sporadica. Richiede cura, attenzione e buon governo".