I dem danno la caccia ai dissidenti. Cresce l'insofferenza verso il governo

Orlando: "Senza tre scissioni oggi avremmo i voti della Lega". Gori: "E pensa il Psi senza Livorno...". La fronda di Bonaccini

Al Nazareno inizia a diffondersi la sindrome del bunker.

Dietro l'apparenza placida, nel Pd zingarettiano i nervi sono a fior di pelle, l'allarme per quel che accadrà nei prossimi mesi sale: il governo è in totale panne, la tensione sociale aumenta, l'economia precipita. C'è il timore di restare sotto le macerie di un esecutivo fallimentare (tant'è che Zingaretti, che fino a qualche tempo fa accarezzava l'idea di entrarci come vicepremier, ora ci ha ripensato), c'è quello per il risultato delle regionali d'autunno e le sue ripercussioni, c'è l'ansia di portare a casa (ma con che voti?) la legge elettorale per poi provare ad andare al voto anticipato. E c'è, per la prima volta nell'era Zingaretti, la paura dell'accerchiamento del segretario, e della crescita di una fronda interna che, al primo inciampo, potrebbe detronizzarlo.

E così, in una tranquilla domenica di luglio, basta un'intervista (tranquilla nei toni, dura nei contenuti) del governatore emiliano Stefano Bonaccini, principale potenziale sfidante del segretario, per far saltare i nervi, bastano un tweet di appoggio a Bonaccini del capogruppo dem Marcucci, o una puntuta critica sul caso Ocean Viking di Matteo Orfini, a far azionare dal Nazareno una contraerea furibonda.

Bonaccini attacca le lentezze e l'inazione di Conte, la sua disattenzione verso il Nord «senza il quale l'Italia non riparte», lo scarso «tasso di riformismo» del Pd, le vaghezze e i rinvii sul Mes, che serve «subito». Il presidente dei senatori Marcucci approva, dice di «condividere alla lettera» e invita il Pd a darsi «una chiara identità riformista», e il governo a fare scelte rapide. Nel frattempo, mentre la Ocean Viking è ancora alla deriva e l'Italia nega lo sbarco ai profughi a bordo, proprio come ai tempi di Salvini, attorno al Pd che non reagisce sale un coro di critiche: da sinistra, con Leu, dal centro, con Pierluigi Castagnetti e Marco Bentivogli, dall'interno, con Matteo Orfini che equipara Conte e la ministra Lamorgese a Salvini e implora: «Ministri del Pd, ogni tanto fatela una battaglia».

Apriti cielo: il vicesegretario dem Andrea Orlando replica, citando i sondaggi: «Senza tre (dicasi tre) scissioni, il Pd sarebbe pari alla Lega. Ai volenterosi dirigenti che sollevano obiezioni sulla leadership consiglierei di orientare meglio i loro strali». Si becca l'ironia di Giorgio Gori («E pensa il Psi dove stava, senza la scissione di Livorno nel '21»), ma parte un fuoco di fila zingarettiano, mirato (senza citarli) ai critici: «Siamo al governo per cambiare le cose, non per twittare contro il proprio partito», attacca Michele Bordo. «Risparmiamoci astratte discussioni sul riformismo del Pd, stiamo fronteggiando un'emergenza», stigmatizza Franco Mirabelli. Parla anche Zingaretti: «C'è chi si diverte a criticare solo noi e non la destra e a picconarci dal salotto di casa, ma noi non arretriamo». E chi critica, aggiunge, «delira».

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Commenti
Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Lun, 06/07/2020 - 10:44

tirano avanti alla giornata mentre il Paese affonda

Ritratto di tomari

tomari

Lun, 06/07/2020 - 10:53

...Siamo al governo per cambiare le cose...e ci siete riusciti! In PEGGIO però!

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 06/07/2020 - 10:54

La sinistra è in grande confusione. Del resto il loro attuale alleato non è comunista, ma solo “grillino”. Vogliono governare, ma non vogliono che si vada a nuove elezioni, dando la parola al Popolo, forse perché ormai consapevoli che il nel “bel paese” il centro destra è in maggioranza

cgf

Lun, 06/07/2020 - 11:00

l'ultima Legge Elettorale [ad partitum] l'ha fatta il PD. Erano forti del loro 40%, occorre dare stabilità alla Legislatura! ora hanno la metà e non gli va più bene. Poi sono sempre altri che…

Ritratto di vince50_19

vince50_19

Lun, 06/07/2020 - 11:04

L'aria si appesantisce sempre più per questo governo fallimentare..

Mborsa

Lun, 06/07/2020 - 11:15

IL "teatrino" interno del PD non interessa nessuno.

Calmapiatta

Lun, 06/07/2020 - 11:32

La vera insofferenza è nel paese. Quasi la metà degli aventi diritto, schifa proprio la politica. Dei votanti, oltre la metà è contro l'attuale esecutivo. La crisi si staglia all'orizzonte e sarà nerissima. Non badate ai TG, a confronto dei quali l'Istituto Luce era giornalismo d'assalto, la crisi è nera.

frabelli1

Lun, 06/07/2020 - 12:54

Pd a caccia di dissidenti? Ma se sono al governo loro, cosa cercano?

investigator13

Lun, 06/07/2020 - 14:09

tante parole per dire che non sono contendi di Zingaretti, adesso sene accorgono che costui conta poco nel Pd. Ma c'è il sistema Emilia Romagna che Bonaccini ha fatto intendere bene dove il pd deve andare a parare per vincere. Solo che adesso con la magistratura sotto tiro chissà se gli riesce la traama dell'imbroglio

steacanessa

Lun, 06/07/2020 - 14:17

Ma guardate quella faccia e quella di zingaretti e poi ditemi, Lombroso a parte, se si può nutrire fiducia in loro.

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jonny$xx

Lun, 06/07/2020 - 15:17

CERCA DISSIDENTI PER CHI PER IL SUO PARTITO? E DOVE LI TROVA SI FACCIA UNA PASSEGGIATA IN BRASILE O IN RUSSIA

Tommaso_ve

Lun, 06/07/2020 - 15:54

Orlando parla delle correnti del Csm? Certo con Palamara presidente del consiglio...

IronHandIronHead

Lun, 06/07/2020 - 16:01

C'è di più...da Genova a Savona 4 ore se va bene. Porti bloccati. Tasse sempre richieste. Inane incapacità nella politica estera, se non pedissequa osservazione dei diktat Franco Tedeschi( conte mattarella team) o dei cino venezuelani (Grillo di maio). Sveglia! O vanno a casa o saremo distrutti!!!

Teodorani Pietro

Lun, 06/07/2020 - 16:58

Io che sono di centrodestra, prego che le cose continuino in questo modo: PD aggrappato al M5S e quindi entrambi nella totale impossibilità di governare fino ad arrivare alla loro completa dissoluzione.

roberto010203

Lun, 06/07/2020 - 17:08

Potete anche continuare a cantarvela e suonarvela, ma resta il dato di fatto che il governo nel paese gode di consenso trasversale.