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I fischietti delle femministe contro la sfilata degli alpini

Il linciaggio a Genova contro l'adunata delle penne nere: "Siete assassini e molestatori". E la sindaca Salis: "Polemica pretestuosa"

I fischietti delle femministe contro la sfilata degli alpini
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Gli alpini per la prima volta non potranno sfilare all'adunata nazionale con i muli, simbolo iconico delle penne nere. La punta dell'iceberg di una serie di attacchi con volantini, manifesti, scritte ingiuriose contro l'adunata nella Genova di Silvia Salis, che ha però ha condannato "ogni tipo di violenza" e ogni "polemica pretestuosa". Il raduno annuale, numero 97, inizia oggi e si attendono 400mila alpini con i loro familiari, che sfileranno domenica. Senza muli, quattro in realtà, che sono sempre presenti con il reparto salmerie. "È stata vietata la partecipazione: il rischio sarebbe il sequestro degli animali, del camion e pesanti sanzioni" si legge su un post alpino con scritto in grande "vergognoso". L'Azienda sanitaria locale ha imposto la presenza di un veterinario specifico per i muli sollevando problemi di trasporto e cura degli animali. "Non andava bene quello per i cavalli e non è facile trovare uno dei muli all'ultimo momento. Così per la prima volta in assoluto non sfila un simbolo degli alpini" spiega Massimo Cortesi, direttore della rivista dell'Ana, l'associazione delle penne nere. In compenso è previsto per il primo giorno di adunata un presidio dei un collettivo studentesco contro gli alpini. Gli anarchici hanno fatto circolare volantini ingiuriosi con Genova in fiamme, le penne nere in tenuta di combattimento e la frase "alpini assassini". Volantini offensivi sono stati distribuiti nelle scuole. Sul selciato del centro storico sono comparse scritte anonime "remigriamo gli alpini".

All'una di notte fra mercoledì e giovedì un gruppo di otto alpini che festeggiava sui tavolini di un locale del centro è stato bersagliato da barattoli di vetro lanciati da una finestra. Il fiume dei commenti dei genovesi sui social, sotto la notizia, non lascia dubbi: "Io mi sto davvero vergognando di essere donna e di essere genovese... E mio nonno, sopravvissuto al Don come Alpino sciatore del monte Cervino, si starà rivoltando nella sua tomba a Staglieno.... Lui che ha rischiato la vita per questa democrazia" scrive Arianna d.G... "Fossero così anche con gli spacciatori che hanno sotto le finestre tutte le sere, farebbero piazza pulita, ma fanno i furbi solo con chi vogliono sti pagliacci" aggiunge Eleonora C.

Ieri mattina sono comparsi dei manifesti "-alpini + gattini" e "non c'è festa se c'è chi molesta" con tanto di Qr code da inquadrare per denunciare ipotetici problemi. Cortesi ribadisce che "respingiamo assolutamente l'equazione alpino uguale molestia. Il problema è culturale e fischi o apprezzamenti possono accadere dappertutto dai concerti alla festa della birra". Il 2 maggio ha sollevato polemiche il vademecum anti molestie pubblicato dalla Rete donne per la politica e le ultrà femministe Non una di meno. Il titolo è "adda passa a adunata" bollata come "giornate di potenziali disagi, molestie e cat calling". Il primo suggerimento è munirsi di fischietto che "può servire da deterrente" e per chiamare aiuto.

Le ragazze, le donne, le persone trans e non binarie non saranno al sicuro, ma la chicca è "il fascino delle divisa (che) indora il suo scopo, quello di essere pronti a combattere in nome della patria e degli interessi nazionali. Anche questo è patriarcato".

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