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I militanti del Pd contro Renzi: "Senza la base, scordati il 40%"

I militanti dem delusi e nauseati dallo scandalo Mafia Capitale: hanno capito che la superiorità morale è stata rottamata

I militanti del Pd contro Renzi: "Senza la base, scordati il 40%"

Roma - Amarezza, stanchezza e delusione. È questo ciò che si percepisce entrando nel circolo Pd di via dei Giubbonari nel cuore del centro di Roma, una delle sezioni storiche del vecchio PCI nata nel dopoguerra, all’indomani della decisione del segretario-presidente di commissariare il partito capitolino. La segretaria del circolo, Giulia Orsi, parla con la consueta cordialità di chi ha accusato il colpo: “Lo scoppio di questo scandalo fa male anzitutto come cittadino ma aver scoperto che questa inchiesta lambiva anche nomi del mio partito mi ha procurato più dolore” ma ci tiene a precisare che “sono due posizioni nettamente differenti tra gli arrestati e i dirigenti del Pd”.

E sull’ex presidente del Consiglio comunale Mirko Coratti dice: “Ancora sono solo atti di accusa da intercettazioni e io sono garantista per tutti fino alla fine. Dopo di che politicamente, anche per difendersi meglio trovo che sia bene che si sia sospeso”. A prevalere però è lo sgomento: “Non mi aspetto mai che nessuno del mio partito – spiega Orsi - che, nel momento in cui si iscrive deve avere nel proprio dna il rispetto della legalità e delle regole, possa incappare in una situazione del genere”. Sul commissariamento permane qualche dubbio: “Penso che Lionello Cosentino sarebbe dovuto essere difeso di più”.

Dello stesso avviso è Flavia Ponzi è una nativa democratica, iscritta al Pd da un anno e mezzo e che prima di allora non aveva mai preso alcuna tessera di partito: “Io avrei continuato congiuntamente con Cosentino che, anche durante la conferenza programmatica aveva dimostrato di essere in sintonia con il maggior rappresentato della giustizia a Roma”, ovvero il procuratore Giuseppe Pignatone. Anche in Ponzi la delusione nei suoi occhi è appare grande: “Mi sono sentita profondamente nauseata” in quanto “in città si coglievano dei segni di grandissima corruzione ma non mi aspettavo questo da esponenti del Pd”.

Accanto a loro ci sono altre donne, militanti che ascoltano, confabulano tra loro e sotto sotto condividono questa lettura. Ancora legato al vecchio “apparato” invitano a fare pulizia ma “senza buttare il bambino con l'acqua sporca”, come sostiene Donatella Scatena iscritta dal 2000 sia nella sezione di Trastevere che in quella del Centro Storico dove alle pareti compaiono ancora i ritratti dei vecchi leader del Pci come Antonio Gramsci, Luigi Berlinguer e Nilde Iotti. Opinione comune è che adesso la rottamazione nella Capitale non serva: “In un momento di crisi – spiega Scatena - sono contro gli scontri generazionali. Va bene la spinta all’innovazione ma no all’azzeramento delle tessere, a meno che non siano truccate”. Secondo la militante storica: “Non basta che ci siano state delle cose poco chiare per azzera la base che ha voglia di partecipare” e mentre pronuncia queste parole lo sguardo cade sulla maglietta con il simbolo del partito e la scritta “senza la base scordatevi le altezze”.

Tra il resto dei presenti, circa una decina, permane però la convinzione che la giunta Marino debba proseguire la sua azione di governo “a meno che non ci siano notizie che possano cambiare lo scenario”. Tra i pochi uomini c’è un giovane, Pietro, che si rifiuta di parlare perché “questa cosa mi ha fatto troppo male dentro”, mentre Paolino Madotto, un assiduo frequentatore del circolo tutto dipende da una crisi di valori: “Hanno abbattuto prima le ideologie e poi le idee e sono rimaste solo due forze che si contendono il governo e molta gente che passa da un partito all'altro”. Sulle indagini che coinvolgono l’ex assessore alla casa, Daniele Ozzimo, dice: “Se uno fa l'assessore viene avvicinato da cento persone e tre o 4 con una soffiata ti mettono in mezzo che sei onesto” e quindi lancia una stoccata indiretta al partito liquido di Renzi chiedendo: “Una presenza maggiore del partito nel territorio che deve stare vicino agli iscritti e agli eletti così se uno che si arricchisce troppo ti e gli fai delle domande ed eventualmente lo cacci”.

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