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I militanti pro Pal mostrano i lividi. L'ipotesi: reati di stupro e tortura

Primi interrogatori a Roma. L'Ue accoglie la richiesta di Tajani e apre alle sanzioni su Ben Gvir. Nota di Roma, Londra, Parigi e Berlino: "Basta insediamenti in Cisgiordania"

I militanti pro Pal mostrano i lividi. L'ipotesi: reati di stupro e tortura
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Rifaremmo tutto. Così Dario Salvetti e Antonella Bundu, attivisti fiorentini della Flotilla appena rientrati in Italia da Israele. Dicono di stare "relativamente bene, non abbiamo fratture, i segni psicologici vedremo, ma non ci hanno piegato". Degli oltre 400 di varie nazionalità che facevano parte dell'ultima spedizione della Sumud Flotilla a Gaza una cinquantina sono stati ricoverati a Istanbul per le lesioni riportate nel periodo di detenzione, fa sapere l'organizzazione. Tra loro, per accertamenti, anche un italiano in un ospedale sul Bosforo. Il consolato d'Italia a Istanbul segue il caso da giovedì: sarebbe rimasto per seguire un gruppo di attivisti spagnoli bisognosi di assistenza. Poi ricoverato.

Nuove accuse ai soldati israeliani dal brasiliano Thiago Ávila, uno dei leader della Flotilla: "Mi hanno messo delle corde al collo e picchiato fino a farmi perdere i sensi". Poi pubblica un video in cui, tra le ferite mostrate da altri attivisti sbarcati a Istanbul, accusa gli agenti di aver violentato 15 persone nelle "navi prigioni". Un uomo, all'aeroporto turco, mostra segni di pallottole di gomma su schiena e braccia; ferite, lividi.

L'inchiesta della procura di Roma prosegue: i pm hanno iniziato ad ascoltare ieri, per primo, il deputato M5S Dario Carotenuto, che era a bordo di una delle barche della Flotilla. Si indaga sull'abbordaggio israeliano. Poi ipotesi di sequestro di persona. Si valutano i reati di tortura e violenza sessuale. Secondo un altro racconto della Bundu, rientrata a Fiumicino giovedì sera, ci sono state persone "a cui hanno rotto costole, che hanno molestato sessualmente". "Per andare al porto mi hanno chiuso in una gabbia di ferro di un metro, non si vedeva nulla e fuori i cani abbaiavano e graffiavano sul ferro". "Mi prendevano per i capelli e mi alzavano su tipo trofeo" le descrizioni di Marco Montenovi, 43enne di Ancona.

Le legali della Flotilla sporgeranno denuncia per tortura e un'integrazione alla querela depositata il 19 maggio a Roma. I magistrati di piazzale Clodio hanno già acquisito il video diffuso sui social dal ministro Ben-Gvir. I pm lo analizzeranno per verificare la presenza di italiani. E valuteranno le parole di scherno. Ricadute politiche fanno dire a Elly Schlein che "il ministro non è l'eccezione del governo israeliano, è la regola". L'attivista spagnolo Ivan Soriano Lopez, 26 anni, taglia corto: "Mi sono sentito come se fossi in un film ambientato in epoca nazista". A Bruxelles, intanto, ieri è stata accolta la richiesta del ministro Tajani di valutare sanzioni contro Ben Gvir: saranno discusse nelle riunioni dei capi-diplomazia Ue il 15 giugno. Al Coreper degli ambasciatori Ue, l'idea ha avuto sostegno abbondante. Sul video di Ben Gvir è tornato il vicepremier Salvini: "L'ho visto, è di pessimo gusto, ha sbagliato, ma temo che ci sia qualcuno che va a cercarsi grane per creare problemi in Italia a cui della causa palestinese interessa un fico secco". Frase che riaccende le opposizioni.

Ieri, poi, un nuovo monito della premier Meloni a Israele: sulla Cisgiordania. Ferma condanna in una dichiarazione congiunta da Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna. Chiedono a Netanyahu "di porre fine all'espansione" degli insediamenti "illegali, il diritto internazionale è chiaro".

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