I primi contagi Ue già in autunno: l'ipotesi infezione ai Giochi di Wuhan

Ufficiale in Svezia: "Da noi il virus almeno da novembre". Dopo le olimpiadi militari

I primi contagi Ue già in autunno: l'ipotesi infezione ai Giochi di Wuhan

Da settimane la Svezia fa notizia per il suo approccio relativamente morbido al coronavirus, con i cittadini responsabilizzati dalle autorità e incaricati di agire con «buon senso» per evitare il contagio. La novità in arrivo da Stoccolma è tuttavia un'altra. Ad annunciarla è stato Anders Tegnell, epidemiologo dell'Agenzia svedese per la salute pubblica (Folkhälsomyndigheten). «Credo che potremmo trovare casi individuali (di coronavirus) fra le persone che hanno viaggiato a Wuhan a novembre e dicembre dell'anno scorso: non mi sembrerebbe per niente strano, anzi del tutto prevedibile».

Tegnell ha così commentato con l'agenzia svedese TT la notizia secondo cui il coronavirus era già in Francia lo scorso Natale. Il primo caso di Sars-CoV-2 registrato in Svezia risale ufficialmente a un mese dopo: era il 31 gennaio quando una giovane donna di Jönköping, nello Småland, risultò positiva al tampone per il virus. La ventenne aveva contatto le autorità sanitarie dopo aver sviluppato una brutta tosse al suo ritorno da un suo viaggio in Cina con tappa a Wuhan. La donna non è stata tuttavia l'unica svedese a viaggiare nel capoluogo della provincia di Hubei: dal 18 al 27 ottobre 2019 Wuhan ha ospitato anche la settima edizione dei Giochi militari mondiali una manifestazione sportiva riservata ad atleti militari di tutto il mondo alla quale la Svezia ha partecipato con una delegazione di oltre 100 persone. Al momento non risulta che alcuno degli atleti svedesi presenti in Cina sia stato trovato positivo al coronavirus né Tegnell ritiene necessario fare una ricerca epidemiologica che scavi nel passato. «Al momento non vogliamo caricare ulteriormente il sistema sanitario con questo tipo di indagine che comunque non porterebbe ad alcuna nuova misura», ha affermato dando prova di pragmatismo. Con oltre 23mila casi accertati e 2854 decessi, di cui la metà solo a Stoccolma, i medici e i laboratori del regno scandinavo hanno altro a cui pensare. Secondo l'epidemiologo sarebbe invece interessante scoprire come il virus si è diffuso in Cina, come si è comportato nelle prime fasi della diffusione e, ancora, se si è trattato di una diffusione individuale da un animale a una persona o se si è diffuso a un gruppo di persone per un periodo più lungo.

Non è comunque escluso che nella gara a ritroso alla ricerca del paziente zero di tutta Europa la Svezia batta la Francia. È stata un'analisi retrospettiva di campioni prelevati da 14 pazienti in terapia intensiva con sintomi simili all'influenza presso gli ospedali Avicenne e Jean-Verdier nella banlieu parigina a riaprire il dibattito. Il capo della rianimazione nei due ospedali, il dottor Yves Cohen, ha spiegato ai media francesi che dei 14 campioni prelevati da altrettanti malati di polmonite, uno era positivo al Covid-19. Il 42enne all'epoca positivo a sua insaputa oggi sta bene ma ancora non si sa dove abbia preso il virus visto che l'uomo non ha mai viaggiato in Cina. I sospetti sono allora caduti sulla moglie che lavora al banco pesce di un supermercato: la donna, hanno spiegato i medici, potrebbe aver contratto il virus in maniera asintomatica e poi aver infettato il marito, «che il 27 dicembre 2019 aveva il coronavirus», ha chiarito il dottor Cohen. La sue parole retrodatano di un mese l'annuncio del ministro francese della Salute, Agnès Buzyn, che il 24 gennaio aveva confermato tre casi di Covid 19 fra Bordeaux e Parigi.

Al momento resta invece fermo al 27 gennaio scorso il primo caso di coronavirus registrato in Germania (il secondo paese dopo la Francia a denunciare la presenza del virus): è quello di un uomo nel distretto di Starnberg, a ovest di Monaco, che avrebbe contratto il virus in azienda (Webasto, un fornitore di componenti per auto) dopo la visita da parte di una collega in arrivo dalla Cina. Quanto ai Giochi militari mondiali di Wuhan, anche l'Italia ha partecipato «con oltre 200 persone fra atleti, staff tecnico e dirigenti accompagnatori», secondo una nota di fine ottobre della Difesa. Nel medagliere italiano si sono contati cinque ori, 13 argenti e dodici bronzi. Ma resta ancora da capire se qualcuno sia tornato a casa con il coronavirus.

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