I professionisti lanciano l'allarme: in arrivo un miliardo di tasse occulte

Confprofessioni: i nuovi adempimenti penalizzano chi già paga

I professionisti lanciano l'allarme: in arrivo un miliardo di tasse occulte

Roma Tutti contro il decreto fiscale. Che finisce nel mirino di Confprofessioni Lazio, ma delude anche le associazioni dei commercialisti, tanto che hanno convocato una manifestazione a Roma per il prossimo 14 dicembre, in occasione della quale la categoria proclamerà il suo primo sciopero nazionale. Per Confprofessioni, invece, i nuovi adempimenti previsti dal dl «peseranno 10 miliardi su imprese e professionisti» nel prossimo triennio. Secondo le stime dell'organizzazione che rappresenta i liberi professionisti in Italia «il carico medio dei nuovi adempimenti su imprese e professionisti si attesterà sui 480 euro annui nel 2017 e sui 720 a partire dal 2018». Secondo la nota di Confprofessioni, «rendendo trimestrali adempimenti oggi annuali si inflaziona ancora di più un calendario già affollato di scadenze, si aumenta il peso della burocrazia a scapito delle semplificazioni e, infine, si introduce una tassa occulta che paradossalmente grava su imprese e professionisti più dell'intero gettito previsto dalla manovra». Il calcolo sull'imposta fantasma, spiega ancora l'organizzazione, vede «a fronte di una stima di 9,11 miliardi di nuove entrate nel triennio 2017/2020» un costo degli adempimenti per lo stesso periodo «valutato, sulla base dei parametri ministeriali, in 10,1 miliardi». Un paradosso che porta il presidente di Confprofessioni Lazio Andrea Dili a ricordare come sia «singolare che il costo dei nuovi adempimenti superi il gettito atteso di un miliardo nel triennio 2017/2020 e di ben 16 miliardi nei prossimi 10 anni». Per Dili, dunque, «sarebbe stato meglio concentrarsi su strumenti meno onerosi per imprese e professionisti e su soluzioni meno anacronistiche e più efficaci nella lotta all'evasione», perché invece il dl secondo il presidente di Conprofessioni, «a fronte di provvedimenti che vanno indubbiamente nella giusta direzione (studi di settore, superammortamenti, dl lavoro autonomo, etc.)» introduce incomprensibilmente «adempimenti che accrescono il peso della burocrazia, scoraggiano gli investimenti e che, invece di combattere l'evasione, finiscono per pesare su chi le tasse le paga già».

Sul pollice verso dei commercialisti, ieri, ha detto la sua Michele Pelillo, capogruppo Pd in commissione finanze: «sorpreso e rammaricato» dal giudizio critico della categoria, visto lo sforzo di semplificazione della nuova normativa. I commercialisti la pensano diversamente, ritenendo il decreto fiscale penalizzante per la categoria, tanto sotto l'aspetto delle competenze quanto sotto quello delle responsabilità.

Commenti