"Il web è sempre più un mondo sconfinato e pieno di insidie, soprattutto per i più giovani". È da questa convinzione che Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati, ha presentato nelle scorse settimane una proposta di legge per limitare l'accesso ai social da parte dei minori, introducendo il divieto per gli under 13 e profili "protetti" fino ai 16 anni. Fonti di governo assicurano che Palazzo Chigi segue con attenzione il dibattito e lascerà al Parlamento l'iniziativa normativa, senza presentare un proprio disegno di legge. Obiettivo dichiarato della proposta di Carfagna è contrastare l'uso compulsivo delle piattaforme e rafforzare la tutela psicologica e digitale degli adolescenti.
Onorevole Carfagna, qual è il problema principale che la sua proposta vuole affrontare: combattere la dipendenza digitale, rafforzare la sicurezza online o promuovere la tutela psicologica dei minori?
"Vogliamo ristabilire il diritto delle famiglie, degli insegnanti, degli educatori, a crescere i bambini e gli adolescenti, secondo i loro valori, senza dover combattere contro i messaggi spesso pericolosi e distruttivi che arrivano attraverso i social".
Quali limiti immagina per l'accesso ai social da parte degli under 14 o under 16?
"Fino a 13 anni proponiamo un divieto assoluto di accesso alle piattaforme, da realizzare attraverso una identificazione certa dell'età degli utenti: l'Europa si appresta a rilasciare un'app che consentirà di farlo in modo sicuro. Fra i 13 e i 16 anni chiediamo contenuti dedicati".
Ritiene che le piattaforme abbiano oggi sufficienti responsabilità oppure servano sanzioni più severe?
"Credo sia interesse delle piattaforme collaborare, a prescindere dalle sanzioni. Negli Usa stanno già fronteggiando cause onerosissime. Corrono il rischio di essere criminalizzate anche oltre le loro responsabilità. Conviene anche a loro aderire a un serio meccanismo di tutela dell'infanzia".
Quali modelli internazionali considera un riferimento? Pensa ad esempio alle iniziative di Francia o Australia?
"Credo che il nostro modello sia il più accurato e possa fare scuola se, come spero, sarà il primo ad entrare in vigore. Altri nove Paesi europei si stanno muovendo nella stessa direzione, se ci sbrighiamo saranno loro a ispirarsi a noi".
Ritiene che i social abbiano oggi un impatto comparabile ad altre
dipendenze comportamentali?"La ricerca scientifica ci dice di sì. E sono documentati effetti pessimi su bambini e adolescenti: calo dell'autostima, problemi nella concentrazione e nello studio, fobie, insonnia".