Via i violenti. La legge deve valere per tutti

Il tunnel delle manganellate con due ali di agenti che bastonano ripetutamente i detenuti come nelle peggiori galere dei regimi totalitari.

Via i violenti. La legge deve valere per tutti

I l tunnel delle manganellate con due ali di agenti che bastonano ripetutamente i detenuti come nelle peggiori galere dei regimi totalitari. Il carcerato sulla sedie a rotelle pure lui preso a sberle, ispezioni nelle parti intime in stile Abu Ghraib, insulti gratuiti e barbe rasate a forza in una situazione fuori controllo. Non siamo un paese del terzo mondo, dove la violenza dietro le sbarre è normale. La legge deve valere per tutti, a cominciare dagli uomini in divisa, se abusano del loro potere e non si distinguono più dai metodi dei delinquenti. Le violenze filmate nei padiglioni Nilo e Tamigi del carcere di Santa Maria Capua Vetere sono inaccettabili. Anche se il giorno prima i detenuti hanno fatto quello che volevano e la criminalità organizzata sfruttava la paura del covid con una rivolta in 20 istituti di pena sparsi per l'Italia che ha provocato evasioni, violenze e danni per 40 milioni di euro. Le mele marce vanno punite e se necessario estirpate, ma adesso che non cominci la caccia al basco blu della polizia penitenziaria. Magari allargando il tiro agli altri servitori dello Stato dipingendo un bersaglio su ogni divisa. In luglio si avvicina il ventesimo anniversario della morte di Carlo Giuliani, che rischia di diventare il pretesto per dare addosso all'uniforme dei carabinieri.

Sui filmati shock della casa circondariale «Francesco Uccella», Donato Capece, segretario del Sappe, principale sindacato degli agenti di custodia, non ha peli sulla lingua: «Non è quella la polizia penitenziaria, le violenze gratuite sono inaccettabili. Non abbiamo ancora capito come sia potuto accadere, mi si accappona la pelle».

Per questo non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. I baschi azzurri in servizio sono 37mila, quando il numero minimo previsto è di oltre 41mila. Un problema nel problema del sovraffollamento delle carceri, che non ha mai avuto la giusta attenzione dei governi. E quelli di sinistra sono sempre stati più attenti ai detenuti che alle guardie. Un agente di polizia penitenziaria ha una paga di 1300 euro al mese e per arrotondare o per mancanza di personale è costretto a turni pazzeschi. In alcune carceri si è arrivati ad un sotto organico del 50%. Per non parlare delle ripetute aggressioni, insulti, minacce, sputi soprattutto dagli stranieri che si credono impuniti anche se dietro le sbarre. Il pianeta carcere, la bomba carcere, è un buco nero che la società esterna e pure la politica, a parte i radicali, non vuole vedere preferendo nascondere le porcherie sotto il tappeto.

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