Lo spauracchio Ice? Una vecchia legge fa apparire pretestuose le polemiche sollevate dal centrosinistra. Non solo perché, come spiegato dal Giornale giorni fa, a venire in Italia per rinforzare il dispositivo di sicurezza della delegazione Usa non saranno certo gli agenti dell'Ero, coinvolti nelle uccisioni di civili a Minneapolis e operativi solo negli States per rimpatriare gli immigrati illegali, ma semmai gli analisti dell'altra branca di Ice, l'Homeland Security Investigations. Ma anche perché il quadro normativo per cui l'Italia si è trovata a collaborare con l'Immigration and Customs Enforcement non è una novità calata dall'alto in questi giorni. Anzi. È una legge del 3 luglio 2014, quando a Palazzo Chigi c'era Matteo Renzi. Su quell'atto, oltre a quella di Renzi, ci sono le firme dell'allora capo dello Stato, Giorgio Napolitano, del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, del Guardasigilli Andrea Orlando e del ministro degli Esteri Federica Mogherini. La legge, la 99 del 2014, ratificava un accordo firmato cinque anni prima dal ministro dell'Interno Roberto Maroni per l'Italia e, per gli Usa, dal ministro della Giustizia Eric Holder e da Jane Holl Lute, numero due del Dhs, il Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti sotto il cui cappello opera l'ormai celebre Ice. L'accordo "per il rafforzamento della cooperazione nella prevenzione e nell'attività investigativa di contrasto alle gravi forme di criminalità" che Renzi ratificò con quella legge prevedeva, tra l'altro, lo scambio di profili biometrici e impronte digitali, e a occuparsi sul fronte Usa di quel patto di cooperazione era, appunto, l'Ice. Non lo dice l'accordo, è scritto nero su bianco su un Privacy Impact Assessment (Pia) del Dhs che, dando notizia dell'accordo con l'Italia, spiega che tocca proprio all'Ice alimentare i set di dati biometrici con quelli raccolti nel corso della sua attività, e verificare le eventuali corrispondenze nei database Usa dei dati forniti dall'Italia. Insomma, l'Ice oggi additato dal centrosinistra a pericolo pubblico è tuttora (la legge è vigente) un'agenzia di riferimento per la collaborazione bilaterale tra Italia e Usa in tema di lotta alla criminalità. Grazie a una legge che da 12 anni ha aperto legalmente le porte del nostro Paese agli agenti Ice in caso di necessità operative, senza nemmeno dover accampare la "scusa" delle Olimpiadi.
Chissà se tutto questo può bastare a chiarire quanto l'allarme agitato in queste ore sia stato costruito ad arte. L'accordo del 2009, ratificato nel 2014, prevede forme di cooperazione informativa e scambio di dati, gestite nell'ambito del Dhs e con un ruolo operativo dell'Ice. Una cui presenza oggi sul suolo italiano non costituirebbe dunque una novità né un'anomalia, ma rientrerebbe nelle ordinarie pratiche di collegamento tra Paesi alleati, tanto più in occasione di grandi eventi internazionali.
E riguarderebbe - vale la pena ribadirlo ancora - personale dell'Homeland Security Investigations, con funzioni di analisi e coordinamento, non agenti addetti all'enforcement migratorio. Il resto è polemica politica, non un problema di sicurezza o di sovranità.