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Ilaria salvata, Bettino no: il fumus negato

A Craxi venne negata quella chiave politico-sistemica che lui aveva indicato prima di tutti

Ilaria salvata, Bettino no: il fumus negato
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L'errorino di Adnkronos è il meno, anzi, diventa utile: ieri l'agenzia ha scritto che il Parlamento europeo ha ipotizzato un fumus persecutionis ai danni di "Ilaria Salis come Craxi" ma avrebbe dovuto specificare, forse, che per l'indagato Craxi il fumus fu escluso: per Ilaria Salis no, Strasburgo (apprendiamo) ha scritto di "elementi concreti" da cui desumere che un processo avrebbe potuto recare pregiudizio alla sua attività politica di eurodeputata. Paroloni. Lo si legge in un fascicolo che riassume anche quel genere di indizi a carico della Salis (tre ipotesi di lesioni potenzialmente mortali) che i processi servono apposta per validare o no. Fermiamoci qui, non vorremmo farne parte anche noi, del fumus. Anche perché l'unico fumus che balùgina nelle nostre menti malate, per pochi istanti, è quello di un Parlamento europeo messo a fuoco al solo pensiero di paragonare Bettino Craxi con Ilaria Salis: ma poi passa subito. Parliamo di uno statista che il 3 luglio 1992 alla Camera (non ancora indagato) pose per primo la questione dei finanziamenti illegali in termini politici, non ne fece un alibi personale; quando però giunse il suo turno, il 29 aprile 1993, la Camera gli rispose che "non esiste fumus persecutionis", che le accuse erano "serene e non preconcette", e che ogni intento persecutorio era "assolutamente e categoricamente escluso". A Craxi venne negata quella chiave politico-sistemica che lui aveva indicato prima di tutti. Poi vennero le sedi europee. La Commissione dei diritti dell'uomo e la Corte europea gli diedero ragione su vari aspetti, ma non sulla tesi di un fumus ai suoi danni. La Storia giudicherà, forse l'ha già fatto. La misera cronaca, invece, si limita a registrare che né il Parlamento italiano né Strasburgo vollero vedere in Craxi ciò che oggi il Parlamento europeo è riuscito a vedere in Ilaria Salis.

Invertendo i termini, l'Europa ha riconosciuto alla Salis ciò che negò a Craxi. Per la Salis una lettura protettiva, pedagogica e redentrice; per Craxi una lettura sacrificale. Da essere contenti che Craxi, tutto questo, non possa vederlo.

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