Il partito islamico è in piena azione: comunità e politica che sempre più spesso si ritrovano per discutere dei temi di attualità, per trovare "soluzioni", per far nascere nuove alleanze fuori dal parlamento. Era il 14 Febbraio quando la comunità islamica di Roma (Cir) si è riunita presso l'hotel in via Marsala per "portare nel dibattito pubblico temi che ci riguardano da vicino". Tra i partecipanti il deputato Paolo Ciani, vicecapogruppo Pd Idp alla Camera e segretario di Demos, e la pentastellata Stefania Ascari in videocollegamento. La deputata dei 5 Stelle ci ha tenuto a mostrare la sua oramai nota vicinanza al mondo islamico: "Ringrazio questi momenti in cui si tiene acceso questo argomento di libertà, proprio quando si sta cercando in ogni modo di censurare questa libertà". Mentre Ciani, come scritto sulla locandina, ha affrontato i temi riguardanti "la coesione sociale, la cittadinanza e il dialogo stabile tra le istituzioni e la comunità" e ha voluto proiettare il video di un suo intervento in aula in cui affrontava il tema dei luoghi di culto islamici. Il tutto seguito dall'intervento di Ben Mohamed Mohamed, imam della moschea di Centocelle, facente parte del centro culturale Al Huda. Lo stesso centro in cui c'è anche Abu Omar, oggi indagato per il reato 270 del codice penale nella maxi inchiesta della Procura di Genova sulla cupola di Hamas in Italia. "Abbiamo un esempio concreto che abbiamo vissuto nella moschea che adesso stiamo ristrutturando. Anche se abbiamo percorso tutte le procedure normali, ci troviamo davanti a una campagna politica che influisce sulle procedure tecniche, amministrative e addirittura l'amministrazione si muove sotto questa campagna per bloccare il nostro lavoro facendo un rapporto di sopralluogo che non è fondato per niente".
I politici presenti concordano le accuse che vengono rivolte? E a chi sono indirizzate? All'amministrazione di Roberto Gualtieri del Pd e ai loro colleghi che si muoverebbero secondo presunte campagne? Anche perché la campagna a cui fanno riferimento è quella che Il Giornale ha seguito circa tutte le ambiguità che si celavano dietro la costruzione della nuova moschea, che è stata finanziata per circa quattro milioni di euro dal Qatar. E ci siamo chiesti anche quali fossero, appunto, i legami dell'ambiente islamico romano con Mohammad Hannoun e il suo storico vice Sulaiman Hijazi.