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Gli impresentabili della sinistra? Non si toccano

Gli indagati di M5s, Pd e Avs, dalla Appendino alla Salis

Gli impresentabili della sinistra? Non si toccano
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Imputati, indagati e condannati. Una sfilza infinita di reati: frode fiscale, lesioni, truffa, falso, resistenza a pubblico ufficiale. La lista dei "cosiddetti impresentabili" nel campo largo è lunghissima. Senza scendere tra sindaci e consiglieri regionali, basta fermarsi al Parlamento (italiano ed europeo) che spunta fuori un esercito di politici coinvolti in inchieste e processi. Storie su cui partiti e giornali di sinistra tacciono. Il garantismo vale solo per i colleghi di partito. Per gli avversari è pronta la forca. Vista l'offensiva di Pd e M5s contro Santanchè, Delmastro e Bartolozzi, è opportuno ricordare i loro "impresentabili", che comodamente siedono a Montecitorio e Bruxelles. Giuseppe Conte, il campione del giustizialismo grillino, tace su due casi interni che pesano come un macino sul codice etico del M5s. Chiara Appendino, numero due del partito fino a poche settimane e volto televisivo del M5s, sulla fedina penale riporta una condanna definitiva a 1 anno e 5 mesi di reclusione per gli incidenti di piazza San Carlo a Torino. Alla Camera dei deputati tra le fila del M5s c'è un altro parlamentare che ha problemi con la giustizia. Si tratta di Riccardo Tucci, nel 2023 è andato a processo per frode fiscale al Tribunale di Vibo Valentia. Provate a chiedere alla coppia Bonelli e Fratoianni se bisogna essere garantisti con gli indagati. Vi manderanno a quel paese. Eppure, ai due gemelli di Avs va il merito di aver portato a Bruxelles, con stipendio, benefit e poltrone, due condannati. Il primo è Mimmo Lucano che ha rimediato una condanna in Appello per falso a 18 mesi. È da mesi in contenzioso con la Prefettura per la sospensione da sindaco. Però nel frattempo Bonelli e Fratoianni non gli hanno chiesto le dimissioni da Bruxelles. Cosa penserà il povero Soumahoro cacciato dal partito senza manco essere indagato. L'altra condannata in casa Avs è il simbolo degli occupanti abusivi: Ilaria Salis. Delle sue condanne per resistenza a pubblico ufficiale ne va fiera. Il suo certificato penale, tra condanne e arresti in Ungheria, è stata l'arma vincente per convincere Bonelli e Fratoianni a regalarle un seggio a Bruxelles. Nel Pd c'è Piero De Luca a processo per il crac di Ifil, una società salernitana. In Appello la Procura generale ha chiesto la condanna a due anni di reclusione.

In primo grado è stato assolto. Si attende il verdetto. Nel frattempo Schlein però l'ha premiato con la guida del Pd in Campania. Al Nazareno "siamo garantisti", dicono. Per gli altri vale il principio della "presunzione di colpevolezza".

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