Imu, ristori e detrazioni: ecco le ingiustizie fiscali che la sinistra non vede

Tassa sul mattone pure per chi ha una casa occupata dai morosi. Bonus a rischio revoca

Imu, ristori e detrazioni: ecco le ingiustizie fiscali che la sinistra non vede

«Assumeremo sei, sette, ottomila forestali, anzi un forestale per ogni albero». La proposta Pd della dote ai giovani assomiglia sempre più alle promesse elettorali di Cetto Laqualunque. Sabato sera, il ping pong social-tv tra Enrico Letta e Thomas Piketty ha chiarito che, come le promesse di Laqualunque, non si farà mai. L'economista anticapitalista francese ha espresso in tv apprezzamento per la proposta Letta e ha rilanciato: perché fermarsi a 10mila euro ai diciottenni se si possono dare 120mila euro ai 25enni? Applausi via Twitter da Letta: «Bene. Avanti». Trascurato un dettaglio ben illustrato dall'economista Veronica De Romanis: «In Italia significa oltre 50 miliardi l'anno. Come pensa di trovare i finanziamenti?». Hai voglia a tassare miliardari.

Il Pd continua a spacciare queste proposte per equità fiscale mentre chiude gli occhi sull'iniquità di tante vecchie e nuove procedure dell'Erario. Fondamentalmente perché non riguardano il suo elettorato. È il caso dell'Imu sulle seconde case. «Tra dieci giorni - denuncia il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa - dovrà essere pagata la prima rata della patrimoniale sugli immobili. Se governo e Parlamento non interverranno sarà dovuta persino dai proprietari ai quali l'immobile è stato requisito - attraverso il blocco sfratti - da 15 mesi. Semplicemente vergognoso». Naturalmente, gli interventi di chi a sinistra perora il blocco degli sfratti come misura di equità, danno per scontato che il proprietario di un appartamento sia un ricco rentier. Un luogo comune smentito da mille storie drammatiche di proprietari di casa rovinati.

Perfino i percettori di ristori per il Covid non scampano alle trappole del Fisco. «Noi - denuncia il leghista Alberto Gusmeroli, vice presidente della Commissione Finanze della Camera - stiamo lavorando per semplificare il sistema fiscale più complicato al mondo e il Fisco chiede al contribuente di indicare in tre quadri RS, RU e RG o RE, i bonus che la stessa Agenzia delle Entrate gli ha erogato e se dimentichi di metterli la sanzione è sino alla revoca dell'importo del Bonus erogato!». Eppure, il divieto per la Pa di richiedere dati di cui è già in possesso, è in vigore già dal 2012. Ma è talmente inapplicato che con l'ultimo Dl Semplificazioni è stato ribadito. Per poi venire tradito già nella dichiarazione dei redditi 2021.

«Se si vuole un fisco amico - insiste Gusmeroli che prepara un'interrogazione sull'argomento - non si può complicare continuamente la vita al cittadino/contribuente». Che avrà un'ulteriore amara sorpresa. Nella legge di bilancio 2020 il governo Conte ha inserito l'obbligo di pagamenti tracciabili per le spese detraibili dalle tasse. Visto il preavviso minimo, lo stesso ex ministro dell'Economia Roberto Gualtieri voleva rinviare l'obbligo ad aprile. Ma ha vinto l'esigenza di far cassa. «Una beffa per i contribuenti - dice il commercialista Gianluca Timpone - perse detrazioni per centinaia di milioni di euro». Una bella dote di ingiustizie per i giovani.