Questa mattina alle 8 Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, saranno interrogati per la prima volta da indagati dai pm della Procura del Vallese che li hanno incriminati per omicidio, lesioni e incendio colposi. Il faccia a faccia cruciale per l'esito dell'inchiesta sulla strage di Capodanno si terrà a Sion, in un momento in cui l'operato degli inquirenti svizzeri è sotto accusa per l'eccesso di garantismo dimostrato finora nei confronti dei due cittadini corsi, le cui responsabilità nell'inosservanza delle norme di sicurezza appaiono ogni giorno più evidenti. Ora ci sarà anche la Procura di Roma, competente per gli italiani morti all'estero, ad indagare sulla tragedia in cui hanno perso la vita 40 persone, tra cui 6 connazionali. Ieri a Genova i funerali di Emanuele Galeppini, l'ultima vittima italiana. I pm della capitale, che si sono mossi dopo aver ricevuto dalla Farnesina una comunicazione su quanto avvenuto a Crans-Montana, hanno aperto un fascicolo - come i colleghi di Francia e Belgio - e procedono per omicidio colposo e incendio. Di ieri la notizia che la Procura svizzera ha chiesto all'Italia il sequestro di alcune delle salme, rimpatriate senza un certificato che ne specificasse le cause della morte. Un'altra anomalia sollevata dai legali che si cerca di sanare a esequie già avvenute.
Ma gli occhi sono puntati tutti sull'indagine coordinata dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud, criticata per non aver disposto gli arresti dei Moretti. Durante il loro primo interrogatorio, in qualità di "persone chiamate a fornire informazioni", i due proprietari del Le Constellation avevano detto che tutto "era stato fatto secondo le norme" e che il loro locale era stato "controllato tre volte in dieci anni". Una versione smentita dalle dichiarazioni del sindaco di Crans-Montana sulla totale assenza di controlli periodici negli ultimi cinque anni: l'ultima ispezione antincendio risaliva al 2019, un buco nero che il sindaco non ha saputo spiegare e che ora pesa come un macigno sui Moretti. E sul Comune, che ancora non è stato messo sotto accusa per le gravi omissioni. Marito e moglie dovranno rendere conto di tante cose: dei lavori di ristrutturazione dell'unica scala di accesso al seminterrato adibito a discoteca ridotta a un metro e mezzo per fare spazio ad altri tavoli, della capienza non rispettata, dell'uscita di sicurezza chiusa, della mancanza di un impianto antincendio, del perché nessun dipendente è intervenuto per soccorrere i ragazzi, dell'uso di materiali non ignifughi sul soffitto che hanno preso fuoco a contatto con le candeline pirotecniche usate per servire gli alcolici. Una pratica non nuova al Le Constellation, come si evince da un video del 2020 in cui un barman dice ad alcuni clienti di fare attenzione alla schiuma, un avvertimento che dimostrerebbe come fosse già noto il rischio di incendio legato al materiale fonoassorbente infiammabile dei soffitti. E soprattutto dell'ultima sconvolgente ipotesi che vedrebbe Jessica Moretti scappare dal locale con la cassa la notte di Capodanno mentre centinaia di ragazzi erano intrappolati tra le fiamme. Una circostanza che, se accertata, potrebbe costarle anche l'accusa di omissione di soccorso. C'è anche la possibilità che i reati dei Moretti vengano considerati intenzionali con dolo eventuale e non più colposi: questo perché molti elementi dimostrerebbero che i due abbiano accettato di correre il rischio. L'avvocato Sebastien Fanti, che rappresenta le famiglie di numerose vittime, contattato da Bfmtv, spera che questa sia l'occasione per "mettere i due proprietari in custodia cautelare". L'interrogatorio riguarderà anche la situazione personale della coppia, proprietaria di diverse ville e ristoranti, acquistate con fondi propri, senza mai ricorrere a prestiti.
Un patrimonio immobiliare che sarebbe stato costruito in maniera fulminea e con modalità da alcuni ritenute sospette, soprattutto perché l'uomo era già noto alla giustizia francese. La Procura vuole capire in che modo i Moretti hanno portato avanti i loro affari a Crans-Montana.