Report anticipa nuove rivelazioni sul Garante della Privacy, l'Autorità smentisce. Anche questa settimana, alla vigilia della puntata della trasmissione di Rai 3, si ripropone il solito copione. Stavolta gli account social del programma condotto da Sigfrido Ranucci lanciano un servizio in cui si parla di una presunta intrusione negli uffici del Garante, che sarebbe avvenuta l'1 novembre, da parte di "soggetti estranei", con il fine - sostiene Report - di "effettuare bonifiche e cercare chi tra i dipendenti forniva notizie" ai giornalisti del programma Rai. Indiscrezione ripresa dal sito del Fatto Quotidiano e smentita "in modo assoluto" dal Garante della Privacy con una nota.
"I garanti della privacy avrebbero favorito l'accesso di soggetti estranei negli uffici dove sarebbero rimasti tutta la notte per effettuare bonifiche e cercare chi tra i dipendenti forniva notizie a Report. Se fossero stati violati i server e le mail dei dipendenti si configurerebbe il reato di violazione e accesso abusivo alle reti informatiche e telematiche", scrive la pagina di Report sui social, anticipando un servizio che andrà in onda stasera. Tutto - stando alle ricostruzioni del programma e del Fatto - sarebbe accaduto il giorno di Ognissanti, "alla vigilia della prima puntata dell'inchiesta sul Garante della Privacy, che denunciava l'incontro di Agostino Ghiglia con Arianna Meloni prima della sanzione a Report di 150mila euro", scrive Report. Che parla di "soggetti esterni che sarebbero poi rimasti negli uffici del Garante per tutta la notte". "Un fatto subito denunciato alla Procura di Roma dove i Pm hanno acquisito documentazione e una lista di persone potenzialmente informate sui fatti. L'ipotesi di reato è accesso abusivo a sistema informatico", aggiunge Il Fatto Quotidiano.
Mentre M5s e Avs continuano a chiedere le dimissioni del Collegio, anche questa volta i contenuti dell'inchiesta sul Garante sono respinti con forza dall'Authority stessa. Le anticipazioni vengono smentite "in modo assoluto". Il Garante, in una nota, precisa che quel giorno, tra "le 11 e le 11 e 10" è stato in ufficio "solo uno dei membri, l'avvocato Guido Scorza, che ne è uscito pochi minuti dopo". E ancora: "Nessun altro membro del Collegio del Garante è stato presente nella sede dell'Autorità il primo novembre né ha in alcun modo autorizzato o consentito l'ingresso a soggetti esterni a farlo né a svolgere alcuna operazione di bonifica".
"In relazione a tale dichiarazione, del tutto destituita di fondamento", l'Autorità annuncia contromisure legali. "Il Collegio del Garante e i suoi componenti adotteranno le tutele previste dalla legge a garanzia della propria onorabilità e di quella dell'Autorità", scrivono dall'Authority.