Italiani verso nuovi paradisi: il Fisco fa scattare i controlli appena cambia la residenza

Contribuenti in "fuga" verso Emirati Arabi, Panama e Singapore. Ecco i cavilli dell'Agenzia delle Entrate per stanarli

Italiani verso nuovi paradisi: il Fisco fa scattare i controlli appena cambia la residenza

Prima la Svizzera, poi il Liechtenstein, adesso il principato di Monaco. L’offensiva italiana contro il segreto bancario e i paradisi fiscali fa una nuova "vittima": il minuscolo Stato sulla Costa Azzurra dove si concentra un’altissima percentuale di miliardari. L'accordo firmato oggi a Montecarlo dall’ambasciatore d’Italia Antonio Morabito e dal ministro per gli Affari esteri e della Cooperazione monegasco Gilles Tonelli, riguarda lo scambio di informazioni ai fini fiscali e, analogamente a quanto già avvenuto per le altre due recenti intese, pone fine al segreto bancario nello Stato estero. E dà il via a un nuovo giro di emigrazioni. Tra le destinazioni più desiderate troviamo gli Emirati Arabi, che nel 2014 hanno visto una crescita degli italiani del 29%, Panama (+23%) e Singapore (+16%).

Come spiega ItaliaOggi, l'anno scorso i cittadini iscritti all'Aire hanno superato quota 2,4 milioni. Il Fisco li rincorre, ma loro sembrano essere molto più veloci. Con la firma di ieri, il Principato di Monaco viene considerato ai fini della voluntary disclosure un Paese "non black list", circostanza che consentirà ai cittadini italiani che detengono in maniera illegale patrimoni o attività a Monaco di accedere alla procedura di regolarizzazione alle condizioni più favorevoli previste dalla legge (pagamento per intero delle imposte dovute e sanzioni ridotte). Molti, però, preferiranno guardare ad altre mete esotiche dove andare a vivere e, quindi, portare i propri capitali pur sapendo che questa "fuga" potrebbe far guadagnar loro pochi anni di tempo prima di cercare un nuovo paradiso fiscale.

Chi evade, deve tenere però conto di alcuni accorgimenti. Il trasferimento di residenza è un campanello d'allarme per l'Agenzia delle Entrate. Che, manco a dirlo, si attiva subito a fare i dovuti accertamenti. Non solo. Trasferire i propri capitali all'estero non mette al riparo da possibili contestazioni sul pregresso. Qualora la collaborazione tra tax authorities operi retroattivamente, potrebbero infatti scattare controlli sui movimenti passati. Va detto, però, che non tutte le persone che decidono di trasferirsi all'estero sono evasori. Anzi. Molti di questi, per esempio, scappano dall'Italia per l'eccessiva pressione fiscale a cui lo Stato li sottopone. Anche questi è bene che tengano presente alcuni piccoli accorgimenti.

A partire dalla residenza. Spetta, infatti, al contribuente dover dimostrare all'Agenzia delle Entrate che la residenza all'estero non è finta. E i 183 giorni all'anno vissuti fuori dall'Italia non sono sufficienti.

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