Kekistan, ecco chi è il ragazzo che con la finta bandiera neonazista ha mandato in tilt la sinistra

Studente di Scienze Politiche di 19 anni, lucchese, è iscritto alla Lega e dà una mano al partito di Salvini sui social. Innamorato di Trump si definisce un "troll". Con la bandiera del Kekistan ha scatenato un putiferio

Kekistan, ecco chi è il ragazzo che con la finta bandiera neonazista ha mandato in tilt la sinistra

La bandiera del Kekistan, un finto stato inventato da alcuni burloni americani, ha mandato in tilt alcuni giornali, che hanno subito gridato allo scandalo golosi di screditare la piazza dove, un pomeriggio di qualche giorno fa, erano radunati migliaia d militanti leghisti per ascoltare il loro leader Matteo Salvini. Repubblica (e non solo) ha parlato di neonazisti. In realtà si trattava solo di una "fake news", proprio perché il Kekistan non esiste e, dunque, era solo una storiella inventata.

Ma chi è che ha inventato questa bufala? Uno studente diciannovenne lucchese, Augusto Casali. Che dopo tanto clamore mediatico se la ride di gusto. La sua provocazione, infatti, è riuscita in pieno, mandando in tilt la sinistra e la stampa progressista. Figlio di un imprenditore, sua mamma fa l'avvocato. Lui dopo la maturità ha deciso di iscriversi alla facoltà di Scienze politiche di Pisa. Al Tirreno racconta così la sua bravata: "Mi sono presentato alla manifestazione di Matteo Salvini con una bandiera del Kekistan, uno Stato fittizio, creato in rete per prendere in giro i pregiudizi di chi non si allinea al pensiero della sinistra e vede fascisti da tutte le parti". La bandiera in questione volutamente richiama quelle di alcuni movimenti di estrema destra americana, anche se è diversa. "Volevo mostrare che le fake news non sono solo in rete – spiega Casali –. È un fenomeno che abbiamo già visto in America con le elezioni di Trump".

Casali si definisce un "troll", che nel gergo della Rete significa questo: utente, solitamente anonimo, che con la propria condotta cerca di intralciare il normale svolgimento di una discussione inviando messaggi provocatori, irritanti o fuori tema. Tra i suoi divertimenti preferiti c'è la gestione di una pagina Facebook denominata "Dio Imperatore Salvini": ci si possono trovare battute e sfottò, cercando di far credere che l'obiettivo di Salvini sia quello di diventare "Faraone dell'Italia", o in alternativa il prossimo "presidente del Consiglio".

Al liceo Casali ha fatto politica, come rappresentante degli studenti, e cerca di darsi da fare anche all'università. Di sicuro se il suo intento era cercare pubblicità, c'è riuscito in pieno. La passione per lo sberleffo e per la comunicazione sopra le righe gli è nata grazie a Trump: "Ho seguito tutta la sua campagna elettorale, lo considero un maestro nella comunicazione". Augusto ama le battute irriverenti del presidente Usa, gaffe comprese. E lo considera un vero e proprio modello. Per alcuni aspetti simile a Salvini.

"Sono tesserato con la Lega - ammette - e do una mano a gestire le pagine social. Di Salvini mi piace il modo di comunicare anche se non è ai livelli di Trump. Le sue proposte? Sì, mi piacciono anche quelle".

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