Il sottosegretario a Palazzo Chigi Alessio Butti, esponente di Fratelli d'Italia, è a Parigi per rappresentare il governo alla ministeriale G7 su Digitale e Tecnologia. In questi anni ha gestito la transizione digitale dell'Italia e gli investimenti del PNRR.
Sottosegretario, a che punto sono i Paesi europei in questo campo?
"Come ho detto nel mio intervento, l'Intelligenza artificiale non è più solo una questione tecnologica. Riguarda ogni ambito, dalla sicurezza all'autonomia strategica. L'Europa ha scelto un modello che cerca di coniugare innovazione e tutela dei diritti, e l'Italia ha contribuito sostenendo un approccio antropocentrico e basato sul rischio. Abbiamo poi rafforzato l'Hiroshima AI Process, il principale quadro internazionale di cooperazione sulla sicurezza e l'affidabilità dell'IA".
Nella sua enciclica Splendida Humanitas Papa Leone indica nell'AI uno strumento utile ma da mantenere sotto il controllo umano. Il governo condivide questa posizione e che cosa fa per governare questa nuova rivoluzione?
"Condividiamo in pieno. L'IA può migliorare la vita di tutti, ma deve restare uno strumento al servizio dell'uomo. L'Italia è stato il primo Paese europeo a dotarsi di una legge italiana sull'IA, in linea con l'AI Act, che si fonda sui principi di trasparenza, sicurezza e controllo umano. Nei settori più sensibili, come sanità, giustizia, istruzione e pubblica amministrazione, la decisione finale deve sempre appartenere a una persona".
Per il Papa il rischio non è la macchina ma la deresponsabilizzazione politica, che attribuisce le decisioni all'algoritmo. Condivide?
"Sì. Un algoritmo può aiutare a elaborare dati e formulare scenari, ma non può sostituire la responsabilità umana. Sarebbe un errore delegare a una macchina decisioni che incidono sulla vita delle persone. L'IA deve supportare le decisioni umane, non sostituirle. È il principio che abbiamo sostenuto sia nei negoziati europei sia nella normativa italiana".
Educare significa anche insegnare quando non usare l'IA?
"Certamente. L'educazione digitale non consiste solo nell'imparare a usare questi strumenti, ma anche nel comprenderne limiti e rischi. Penso anche alla tutela dei minori: l'Italia ha completato la sperimentazione di una soluzione di age verification e sta lavorando per integrarla nell'IT-Wallet, consentendo di verificare l'età degli utenti senza rivelarne l'identità. Innovazione e protezione devono procedere insieme, soprattutto quando sono in gioco i minori".
In queste ore arriva anche la raccomandazione del governatore della Banca d'Italia Panetta, che vede nell'AI una sfida decisiva ma chiede un intervento pubblico per evitare disuguaglianze in particolare sul lavoro.
"È una preoccupazione legittima. Il compito delle istituzioni non è frenare l'innovazione, ma governarla.
Stiamo investendo in formazione e trasferimento tecnologico affinché i benefici dell'IA siano accessibili a tutti. Al G7 abbiamo anche sottolineato l'importanza dell'open source e dell'apertura dei modelli, perché possono favorire l'adozione dell'IA da parte delle PMI".