The Lancet: "Conte untore Covid in Europa"

L'accusa all'Italia: "La zona rossa in Val Seriana focolaio del Continente"

The Lancet: "Conte untore Covid in Europa"

Giuseppe Conte e Roberto Speranza untori d'Europa. Lo avevamo già ipotizzato, lo si intuiva dalle statistiche sul The Guardian prese dal dossier Ecdc (European centre for disease prevention and control), l'ente europeo di prevenzione e controllo delle malattie, che mostravano inequivocabilmente come in 16 Paesi europei su 27 i primi casi di Covid-19 erano «importati» dall'Italia. Adesso l'autorevole rivista Lancet lo scrive, nero su bianco: «La decisione di governo e Regione Lombardia di non chiudere Alzano e Nembro (...) è responsabile dell'esplosione del contagio nella Bergamasca (...) e poi in tutta Europa». L'onta morale di aver contagiato il Vecchio Continente si aggiunge alle eventuali responsabilità penali dell'ex premier e del suo intero governo Pd-Leu-M5s, su cui sta indagando la Procura di Bergamo per epidemia colposa e - a quanto risulta al Giornale - omicidio colposo. Chi pagherà per «l'orrore dei morti in casa senza cure, soli in ospedale, corpi cremati non identificati», come scrive la rivista scientifica? Pesa la sottovalutazione del fenomeno da parte della Lombardia, l'ambiguità di Regione e Comune di Bergamo nella gestione della pandemia (vedi la partita Atalanta-Siviglia o gli aperitivi sui Navigli firmati Pd) ma soprattutto la mancata applicazione del piano pandemico, vigente seppur non aggiornato, come ha confermato l'ex dg Ranieri Guerra («Era pienamente valido, conteneva azioni di preparazione e contenimento e prescriveva la moratoria delle manifestazioni»). Una responsabilità penale che potrebbe essere direttamente ascrivibile al ministro Speranza e ai suoi predecessori, ai vertici di Cts e Sanità, i cui dirigenti avrebbero mentito sulla reale preparazione del Paese alla pandemia.

Se siamo uno dei Paesi con la mortalità più alta (143mila persone) è anche a causa della pessima terapia domiciliare (Tachipirina e vigile attesa) su cui Speranza continua ad insistere, sebbene sia stata bocciata da nuove scoperte e dal Tar ma curiosamente «riabilitata» al Consiglio di Stato grazie all'ex ministro Franco Frattini, oggi tra i papabili al Quirinale tra le fila di Pd e grillini.

Quanto alla mancata zona rossa, è evidente che la Lombardia poteva ben poco. La verità su Alzano e Nembro invece il governo se la tiene stretta, tanto che recentemente ha posto il segreto di Stato sulla decisione di spedire i militari in Val Seriana il 3 marzo e poi rimangiarsi tutto, chiudendo l'intero Paese troppo tardi. Una scelta criminale costata fino a 4mila morti, scrive il virologo Andrea Crisanti in un report che - se come pensano i pm dovesse dimostrare il rapporto causa-effetto tra i morti della Bergamasca, il piano pandemico non applicato e la mancata zona rossa - porterebbe alla chiusura delle indagini (alcuni avvisi di garanzia sarebbero in parte già stati spediti, secondo quanto risulta al Giornale) e sarebbe la colonna portante di un processo che, comunque vada, demolirebbe «l'omertà istituzionale», come la definisce Lancet, lodando l'azione dell'associazione dei familiari delle vittime della Bergamasca. Dopo aver fatto causa al governo per 100 milioni di risarcimento il team di legali guidati da Consuelo Locati ha chiesto una vera commissione parlamentare sulla gestione dell'epidemia, i cui poteri sono stati mortificati da una serie di emendamenti di Pd, Lega e M5s, tristemente firmati anche da alcuni parlamentari bergamaschi. A quanto pare, fin troppo indifferenti all'orrore.

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