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Landini iscrive il Papa alla Cgil. "Mette al centro il valore del lavoro"

Il segretario plaude all'enciclica sulla IA. E si prepara alla candidatura in Senato

Landini iscrive il Papa alla Cgil. "Mette al centro il valore del lavoro"
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Dalla piazza al Palazzo. Maurizio Landini, giunto a fine corsa al timone della Cgil, prepara il trasloco in Senato. Giacca e cravatta tirate a lucido. Linguaggio sempre violento, al limite dell'insulto. L'addio alla "rivolta sociale", evocata un anno fa contro il governo Meloni, corre veloce. È tempo di pensare al futuro. Il segretario della Cgil stringe il rapporto con Elly Schlein: giovedì 4 giugno la leader del Pd e il numero uno del sindacato saranno insieme a un evento alla Libreria Feltrinelli di Largo Argentina a Roma. E iscrive Papa Leone XIV alla Cgil. Il cambio di passo è nei fatti. Ora il rivoluzionario in maglietta e golfino sceglie il pontefice come proprio testo di riferimento. "L'enciclica del Papa in un momento di trasformazione tecnologica, ambientale e digitale del mondo spiega Landini - rimette al centro il valore della persona, quindi il valore del lavoro e della libertà delle persone nel lavoro. Questo credo che sia il compito di un sindacato come il nostro e questo vuol dire contrastare la logica della guerra, ma anche cambiare le politiche economiche e sociali del nostro governo". Il feeling con il Papa è una novità nel copione landiniano. Parole che inaugurano una versione più istituzionale del sindacato. Gli attacchi scomposti di ieri sono le ultime fiammate del Landini guerrigliero: "L'idea che attraverso l'investimento nei settori della difesa e delle armi si possa sostituire la crisi degli altri settori è una coglionata pazzesca. Così siamo chiari, no? È una di quelle cose che chi la dice è bene che ci pensi un attimo perché sta dicendo delle coglionate", dice a margine di un evento a Torino. Sta nascendo un nuovo Landini, con uno stile più vicino al Palazzo. Non è più il capopopolo. Il futuro di Landini appare deciso. A gennaio 2027 terminerà il secondo mandato alla segreteria generale della Cgil. Il salto in politica sembra lo sbocco naturale. Incerta la destinazione. Il seggio in quota Pd è confezionato e pronto. La proposta è un seggio al Senato nella lista dem. Con Schlein però Landini avrebbe un ruolo marginale, da parlamentare semplice.

C'è un'offerta che potrebbe essere più allettante: la candidatura alle primarie del "campo largo" sostenuta da Fratoianni e Bonelli. I due capi di Avs si pestano i piedi e sono alla ricerca di un nome terzo da spendere in una competizione per scegliere il leader del centro-sinistra. Landini potrebbe essere una figura molto solida che funzionerebbe anche da disturbo per Giuseppe Conte, il cui appeal è molto forte nella sinistra radicale. Sull'ipotesi è in corso una trattativa. La discesa in campo alle primarie potrebbe spalancare a Landini la strada per un incarico di governo con un'eventuale vittoria della sinistra. Per ora sono opzioni da valutare. L'unica certezza è l'addio alla Cgil.

E il cambio di passo. Fatto di meno richiami alle rivolte, alle piazze e più incontri nei Palazzi e presentazioni di libri. Il nuovo Landini ha abbandonato la strada della rivoluzione. Già si sente a proprio agio con giacca e cravatta.

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