In Procura, a Verona, i magistrati non pensano che qualcuno gli abbia fatto del male, ma che non si sia allontanato da solo. E che venga nascosto o gli venga impedito di farsi trovare da quando è stato convinto ad allontanarsi di casa il 12 gennaio.
Per questo sulla scomparsa del 14enne Diego Baroni (nella foto) si indaga per sottrazione di minore. Tutte le tracce del giovane di San Giovanni Lupatoto portano a Milano. Nel capoluogo lombardo sarebbe arrivato in treno il giorno stesso del suo allontanamento, una settimana fa. Era uscito di casa la mattina presto per andare a scuola, ma in classe non è mai arrivato e la famiglia non ha più avuto sue notizie. Un testimone lo avrebbe visto salire su un'auto, non si sa se a Verona o a Milano. Di certi la sera stessa del giorno della sua sparizione, prima di smettere di inviare segnali, il suo cellulare è stato localizzato a Milano, dove si pensa che il ragazzino possa trovarsi presso alcuni "nuovi amici". Come avrebbe confidato lo stesso 14enne poco prima di partire ad un'amica incontrata alla stazione di Porta Nuova di Verona. Un dettaglio che però è in contrasto con le dichiarazioni della madre del minore, secondo la quale il figlio non aveva alcuna conoscenza a Milano. Da qui l'ipotesi che Diego possa essere stato attirato da qualcuno conosciuto sui social e forse plagiato al punto di abbandonare la mamma, le sorelle, gli amici e di non essere più in grado di muoversi in autonomia. Durante gli ultimi 9 giorni, da quando è scomparso, l'adolescente ha lasciato solo un paio di tracce su Tik Tok, accettando due amicizie sul social, ma non è detto che sia lui a gestire il profilo. Il suo smartphone risulta spento o comunque impostato su "modalità aereo", che ne impedisce la localizzazione. È possibile che sia proprio il suo "amico", quello che lo nasconde e che forse sta gestendo la sua fuga, ad avergli insegnato le tecniche per non farsi rintracciare dagli inquirenti. Dopo l'apertura dal fascicolo, i pm hanno disposto il sequestro del computer di Diego, che è stato prelevato a casa sua e consegnato ad un perito per cercare al suo interno elementi utili a capire il perché della fuga e dove fosse diretto. I magistrati ritengono che si sia trattato di un allontanamento volontario e che Diego stia bene, sospettano però che dietro possa esserci qualcuno e che il ragazzino sia in qualche modo soggiogato. L'inchiesta procede nel massimo riserbo, al momento si procede contro ignoti.
Lunedì sera a
Pozzo, la frazione di San Giovanni Lupatoto dove vive Diego, è stata organizzata una camminata silenziosa e un momento di preghiera per il 14enne. Nella speranza che l'indagine porti alla sua individuazione e ad un lieto fine.