L'asse trasversale Fi-Lega-Pd per liquidare le larghe intese. I centristi sognano lo stallo

I segretari dei due partiti escludono nuovi governi di unità nazionale. Berlusconi: il centrodestra tornerà a guidare l’Italia

L'asse trasversale Fi-Lega-Pd per liquidare le larghe intese. I centristi sognano lo stallo

Enrico Letta e Matteo Salvini liquidano le larghe intese. E Silvio Berlusconi ipoteca il ritorno del centrodestra alla guida dell'Italia: «L'Italia è protagonista oggi in Europa grazie alla credibilità del governo Draghi - nato per nostra iniziativa in un momento di emergenza come espressione di una larga convergenza in Parlamento - e lo sarà domani quando tornerà al governo la nostra coalizione di centrodestra. Un centrodestra che noi abbiamo fondato e voluto, che deve assolutamente essere unito, nonostante le naturali differenze fra le forze politiche che lo compongono. Un centrodestra del quale Forza Italia dev'essere la chiave di volta» commenta il leader di Forza Italia.

L'ipotesi di altro governo Draghi o di salute pubblica non è però così remota. Ecco Clemente Mastella, da oltre mezzo secolo sulla cresta dell'onda e pronto a rilanciare la sua battaglia centrista, che fissa già la cornice per arrivare alle larghe intese: «Se il centro si unifica e sta sulle sue posizioni nessuna delle due coalizioni vince. Questo bipolarismo ormai è storto, sbilenco, non regge più e nessuno vince al Senato. Questa meccanica elettorale farabutta non consente ad alcuni partiti di esserci ed alla gente di esprimersi veramente» avverte da Napoli dove apre i lavori della sua creatura «Noi di Centro». È una chiamata alle armi per i moderati: una mossa per neutralizzare la vittoria di uno dei poli e favorire la riconferma di Draghi a Palazzo Chigi. Scenario che Matteo Renzi, lo Special One dei giochi di Palazzo, non scarta: «Quella di un Draghi che succede a Draghi non è un'ipotesi da escludere, ma manca un anno e parlarne ora è tempo perso. Le evoluzioni della politica sono troppo rapide. Ora concentriamoci sulle cose da fare, poi da ottobre-novembre inizieremo ad entrare nel vivo e vedremo chi avrà più filo da tessere». Per Letta e Salvini il Draghi bis non è un'ipotesi da tenere sul tavolo per il futuro. «Il governo delle larghe intese termina con questo Parlamento, dopo le prossime elezioni politiche saranno i cittadini a decidere la maggioranza e noi puntiamo ad avere la maggioranza di centrosinistra che posa governare il Paese secondo un progetto riformatore e progressista» spiega il leader Pd.

Il segretario del Carroccio è invece già al lavoro per la squadra di ministri del futuro governo di centrodestra: «Sto già lavorando a una squadra di centrodestra che riprenda per mano questo Paese. Abbiamo accettato questi mesi di sacrificio per il paese. Però stare al governo con qualcuno che ti insulta tutti i giorni, che pensa a una tassa patrimoniale, che vuole aumentare le tasse sulla casa, che parla di ius soli e ddl Zan e di temi da marziani come la legge elettorale, quando oggi le emergenze in Italia sono pace e lavoro. Quando Mattarella ci ha chiesto, per il bene del Paese, di metterci insieme e di portare l'Italia fuori dalla pandemia, abbiamo detto obbediscoperché non siamo abituati a scappare».

Per Carlo Calenda, leader di Azione, le parole di Letta e Salvini sono balle: «Dicevano la stessa cosa prima di questa legislatura». La sensazione è che il passo in avanti di Salvini e Letta sia una mossa per compattare i propri elettori. L'attuale sistema elettorale non garantisce maggioranze certe in Parlamento. Si rischia una polarizzazione del voto, con la vittoria netta del centrodestra al Nord e al centro mentre al Sud Pd e M5S reggono: una balcanizzazione parlamentare che imporrebbe la permanenza di Draghi a Palazzo Chigi.

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