Finale di partita

Lazio in Champions non solo per un rigore

È stata la squadra più sorprendente dell'anno: gioca bene a calcio, segna ed ha giocatori interessanti

L'esultanza della Lazio per la qualificazione in Champions
L'esultanza della Lazio per la qualificazione in Champions

È stato il rigore sbagliato da Higuain, ma non si può ridurre a questo. La Lazio è in Champions League per merito, perché è stata la squadra più sorprendente dell'anno, perché gioca a calcio, perché segna, perché ha giocatori interessanti. Terza, dopo aver battuto 4-2 il Napoli a Napoli nella partita più bella del campionato. È stato il rigore sbagliato da Higuain al minuto 76 sul 2-2. Perché il Napoli era sotto di due gol, poi è riuscito a pareggiare, poi ha avuto quel rigore. Alto, altissimo. Ha tradito il giocatore più forte di una squadra opposta alla Lazio: quella che ha deluso di più quest'anno. Ha tradito Higuain, quindi. Ha tradito Benitez che in settimana aveva promesso vittoria e Champions League prima di lasciare e andare altrove. Altro insegnamento scontato, questo: mai annunciare con spavalderia ciò che è oggettivamente impossibile promettere. Perché il calcio punisce gli sbruffoni che non possono permettersi di esserlo.

La sconfitta è una doppia batosta: il Napoli chiude quinto, superato anche dalla Fiorentina. Il Napoli costruito per lottare per lo scudetto, dicevano a inizio campionato. È appunto il destino inverso rispetto alla Lazio, alla quale nessuno dava un centesimo: costruita con pochi soldi ed evidentemente con molte idee, costruita con un allenatore che non ha parlato quasi mai, che s'è messo sul campo e ha gestito calciatori che fino a quest'anno erano una delusione, come Felipe Anderson. È stato il rigore, ma non è stato soltanto quello: una palla che va in curva è un atto di giustizia.

Per una volta.

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