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L'enciclica del Papa mitiga l'impatto Ia: "Non crei ibridi ma aiuti i malati"

Verrà titolata "Magnifica Humanitas" e sarà la risposta al nuovo umanesimo scientifico

L'enciclica del Papa mitiga l'impatto Ia: "Non crei ibridi ma aiuti i malati"
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Le seconde bozze sono state consegnate negli scorsi giorni: in Vaticano continua, senza sosta, il lavoro del team di esperti e studiosi che sta collaborando alla stesura della prima enciclica di papa Leone XIV, un testo che, richiamando la Rerum Novarum di Leone XIII su temi come la dignità, la giustizia e il lavoro, punta a una riflessione profonda su questioni come l'avvento dell'intelligenza artificiale e il suo impatto nella società. In effetti, nel documento di Prevost ci sarà spazio per un'analisi critica delle teorie proposte dalle correnti legate al postumanesimo e al transumanesimo, sottolineando il valore, unico e straordinario, del corpo umano nell'epoca dei cyborg e dei robot.

Non a caso, il titolo indicato nella prima versione del documento è Magnifica humanitas, proprio a sottolineare la magnificenza del genere umano. Sarà Leone a confermare o modificare il titolo, non appena avrà tra le mani il testo definitivo.

La riflessione è profonda e anche severa sull'utilizzo delle nanotecnologie e di altri strumenti che portano a un potenziamento o addirittura alla modifica degli apparati umani. In un'epoca, infatti, in cui il corpo viene visto quasi come una scatola il cui contenuto può essere "aumentato", portando a identità non più definite, emergono tutte le preoccupazioni del pontefice, che si trova a guidare i cattolici in una società che propone anche il superamento dei limiti biologici, come la morte o l'invecchiamento, grazie alla genetica e alla robotica.

Questi nuovi mezzi, è la proposta della Chiesa, siano utilizzati invece per migliorare la salute e alleviare le sofferenze degli ammalati e non per creare degli ibridi, così come vorrebbe chi punta a un "nuovo umanesimo" laico e scientista.

Nel documento anche la questione dell'identità di genere, con una posizione ferma contro chi tende a mettere in discussione la differenza tra maschio e femmina e a diffondere l'idea che il gender sia un'opzione modificabile, frutto soltanto di condizionamenti sociali. Proprio su questo tema e quello dell'unione sacramentale, il pontefice si è già espresso chiarendo che "il matrimonio non è un ideale, ma il canone del vero amore tra l'uomo e la donna".

La prima bozza del documento era stata visionata alcuni mesi fa, ma rimandata indietro per alcune piccole correzioni e per rendere il testo ancora più armonico. Il contenuto della lettera papale, dopo una seconda lavorazione, è arrivato quindi nelle mani del cardinale Michael Czerny, il porporato gesuita 79enne che guida il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Dopo una prima lettura, il testo passerà al cardinale argentino Victor Manuel Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede per un'ulteriore verifica ed eventuali aggiustamenti di tipo teologico da parte degli esperti dell'ex Sant'Uffizio. La versione definitiva sarà inviata poi in Segreteria di Stato per l'ultima revisione prima della firma di Leone XIV, che intanto, avrà a disposizione una bozza del testo tradotta in inglese per intervenire. La pubblicazione dell'enciclica è prevista nel giro di qualche mese: papa Prevost ha insistito tanto per proporre un documento che porti i potenti, soprattutto quelli dei colossi tecnologici, a riflettere sulla necessità di mettersi al servizio del bene comune. La proposta è quella di percorrere una strada nel segno della giustizia sociale e del rispetto della dignità dei lavoratori, sempre più a rischio a causa dell'IA.

Dopotutto, Leone XIV, nel suo recente messaggio per la 60esima giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali ha affermato senza mezzi termini che "la tecnologia digitale minaccia di alterare radicalmente alcuni dei pilastri fondamentali della civiltà umana. L'IA non solo interferisce con gli ecosistemi dell'informazione, ma invade anche il livello più profondo della comunicazione, quello delle relazioni umane".

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