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"L'errore di Draghi...". Sgarbi senza freni: l'attacco a Speranza

Il critico d'arte a La Ripartenza aveva "avvertito" Mario Draghi: il suo errore? Aver seguito Speranza sulla gestione sanitaria

"L'errore di Draghi è...". Sgarbi senza freni: l'attacco a Speranza

I fatti sono noti. Mario Draghi si è dimesso, le Camere sono state sciolte e andremo al voto a settembre. Molto si è detto sui motivi della crisi di governo, sulle scivolate del premier nei suoi discorsi al Senato. Tutte analisi che riguardano gli "errori" di Supermario nella gestione della complicata macchina parlamentare, dei rituali stanchi di un Palazzo che quando vuole può rivelarsi davvero ostico da gestire. Tuttavia Vittorio Sgarbi è convinto che i motivi della prematura caduta del premier vadano cercati altrove. O meglio: nelle sue scelte passate.

Poco prima di tenere la sua lezione su "Raffaello, dio mortale" a La Ripartenza, l'evento organizzato da Nicola Porro, Sgarbi aveva messo in fila gli "errori" commessi dall'ex banchiere centrale. Ed è partito da un punto. Anzi, da un nome: Roberto Speranza. "Draghi è stato ammirato quando è andato a fare il premier - ha detto il critico d'arte - ma ha commesso degli errori nella questione sanitaria. Ha sostenuto idiota Speranza sulla terza dose, sulla quarta dose, sulla quinta dose".

Toni eccessivi a parte, Sgarbi non è il primo a ritenere che quello fosse uno dei punti deboli dell'esecutivo Draghi insieme al dicastero guidato da Luciana Lamorgese. Più volte i partiti in questo anno e mezzo di governo sono tornati a chiedergli la testa (politica) del leader di Articolo 1, a capo del ministero più importante del momento nonostante il residuo peso parlamentare. In fondo, della gestione contiana della pandemia Supermario silurò quasi tutti i protagonisti: Domenico Arcuri, Angelo Borrelli e gran parte del Comitato tecnico scientifico. Ma non Speranza, che è sempre rimasto al suo posto. Anche quando le ombre della procura di Bergamo si sono avvicinate a viale Lungotevere Ripa 1, Draghi è sempre tornato a esprimere la sua "stima" per il ministro che ha personalmente "voluto il nel governo".

A questo si aggiunge un altro retroscena, raccontato da Matteo Renzi. Secondo il leader di Italia Viva, infatti, a ingarbugliare la trattativa sul Draghi bis sarebbero stati Dario Franceschini e lo stesso Speranza. I quali avrebbero spinto il premier a porre la fiducia sulla risoluzione di Casini, convinti di aver persuasi Giuseppe Conte a fare una capriola, tornare sulla via draghiana e lasciare il centrodestra col cerino della crisi in mano. Sappiamo poi come è andata a finire. Domanda: non è che ha ragione Sgarbi a dire che l'errore più grande di Draghi è stato avere troppo Speranza?

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