L'esercito complottista che sfida "la dittatura" e odia tutto il Palazzo

La pandemia per loro è solo un'invenzione. E preparano attacchi a ristoranti e treni

L'esercito complottista che sfida "la dittatura" e odia tutto il Palazzo

Un'onda insofferente alla «dittatura sanitaria», ai governanti di ogni colore, a medici e infermieri complici, ai giornalisti «terroristi» asserviti, alla «truffa Covid», agli obblighi vaccinali ma soprattutto al green pass, bollato come «passaporto schiavitù». I «no vax» stanno via via diventando «no pass», diffidando di tutto, e incredibilmente anche dei complottisti a oltranza, ultimamente inclusi nella lunga schiera dei nemici. Sono molto attivi sui social, dove invitano a divulgare dirette (e consigliano, meritoriamente, di filmare «orizzontalmente»), foto e notizie sulle manifestazioni, ma per comunicare tra loro prediligono la messaggistica istantanea, in particolare i canali sulla app Telegram, utilizzati come megafono per coordinare le manifestazioni di protesta che agitano il Paese da Sud a Nord.

Ce ne sono tanti, tra gli altri «Patrioti per la Costituzione», «No green pass», fino a «Basta dittatura!» che sfiora ormai i 40mila iscritti. In buona parte tra i «no pass» non è in dubbio l'esistenza del Covid, ma si pensa che la pandemia sia «costruita» ad arte per alimentare l'emergenza, e che i numeri dei contagi e delle vittime siano stati gonfiati, in tutto il mondo, dalla «dittatura oligarchica». Molti sono contrari alle «teorie complottistiche ridicole» e invitano a libertà e solidarietà, ma poi ironizzano sulla morte a 33 anni di Guido Castelnuovo Tedesco, consigliere municipale Fiorentino di Fi scomparso improvvisamente, che invitava i non vaccinati a stare a casa, condendo il post con faccine sorridenti, o postano la notizia della morte di un ex calciatore per arresto cardiaco, ricordando che si era appena vaccinato. Il canale No green pass, poi, più che col vaccino se la prende proprio con il pass, postando un «manifesto» della «assemblea antifascista contro il green pass» che critica il passaporto come «strumento politico di sorveglianza».

Già. Perché l'onda non si riconosce dietro una sigla politica, ma anzi evidentemente diffida di chiunque bazzichi i palazzi del potere, compresi critici eccellenti del pass come lo stesso Salvini, reo di stare al governo con Draghi. E su esponenti dell'esecutivo e politici, le parole si fanno pesanti, gli insulti espliciti. Molti dei «no pass» sono ex elettori a Cinque Stelle, che ora però esultano per il gazebo ribaltato durante la manifestazione di sabato a Milano e si sentono traditi dai pentastellati. E pure chi, come Forza Nuova, è ben fuori dal Palazzo e scende in piazza unendosi alle proteste, viene visto con deciso sospetto. Sul canale «Basta Dittatura!», per esempio, si è deciso persino di cambiare sede alla protesta romana di sabato, spostandola da piazza del Popolo a piazza dell'Esquilino, perché nella prima manifestava Forza Nuova, e «alle proteste può venire qualunque persona ma non proteste organizzate e dirette da partiti o gruppi fascisti!», spiegano gli anonimi movimentisti del canale.

Che su Telegram si presentano come «un gruppo di persone che vogliono distruggere questa dittatura sul nascere prima che arrivino a spararci per strada», e vorrebbero farlo con le manifestazioni di piazza rigorosamente «non pre-autorizzate». La prossima è in programma per il primo settembre, giorno in cui il green pass sarà richiesto anche per salire sui treni. Ed ecco così il manifesto con una cinquantina di stazioni e le «istruzioni» per la protesta, che sarà «organizzata dal popolo, autogestita, pacifica». Lo slogan? «Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù? Allora non partirà nessuno!». Ci saranno sit-in sui binari, e qualcuno suggerisce di mettere in contatto le rotaie con un cavo per far risultare «occupato» il binario e mandare in tilt il controllo traffico. All'orizzonte anche uno «sciopero» per il personale scolastico. E infine, boicottaggi e sabotaggi «mediatici». Come l'invito a i infangare i ristoranti pro-green pass. Fino al sondaggio forse più inquietante. Quello sulle case delle «mer** criminali» da presidiare: «Diteci la casa di chi presidiare e indirizzo. Devono capire chi comanda. Pensavamo a tutti i ministri, tutti i capi di partito, cosiddetti virologi criminali e tutti i presidenti di regione, il c******* Figliuolo, giornalisti più criminali».

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