L'esercito, la scientifica e un sensitivo in azione Ma Igor resta un fantasma

Le tracce confermano che ha ucciso anche a Portomaggiore. È ancora nella zona rossa

L'esercito, la scientifica e un sensitivo in azione Ma Igor resta un fantasma

Uno, nessuno, centomila dubbi: al tredicesimo giorno di ricerca, il sesto in cui in azione sono anche le forze speciali dell'esercito, del fantasma di «Igor il russo», identificato con certezza in Norbert «Ezechiele» Feher, ormai si sa quasi tutto. Tranne dove si stia nascondendo.

Si sa, da ieri con il conforto della scienza, che è lui, serbo 41 enne, sia l'aggressore del metronotte di Consandolo, sia il killer di Budrio e Portomaggiore. Le indagini del Ris di Parma lo confermano, analizzate le tracce ematiche trovate sulla bici e sul furgone rubato dal killer fra il primo e il secondo omicidio. A bordo del mezzo c'erano anche viveri biscotti, tonno, medicinali, un vocabolario di spagnolo e perfino una caffettiera - per sfuggire ancora. Lui ha guidato sempre con i guanti, così come coi guanti, ha freddato Davide Fabbri il 1° aprile. Poi, sette giorni dopo, quel posto di blocco, dopo aver ucciso anche Valerio Verri e la necessità di tornare alla macchia, mollando il «necessaire» da sopravvivenza.

Anche laggiù, fra Marmorta e Campotto, si sa dove Ezechiele sia passato. I cani lo hanno fiutato spesso, per ora mai in tempo a stanarlo. Ieri un campo di patate e stato devastato, poi è stata scoperta una tana, dove riparano gli animali dell'oasi. Che però non mangiano zucchine e ortaggi, evidentemente il «menù» del killer. Agli avvistamenti si susseguono le suggestioni, anche quelle di pessimo gusto come due gruppi nati su facebook che diffondono notizie sulla sua fuga.

Ancora in corso sono le indagini sui due cellulari annotati su un biglietto a bordo del furgone: per ora si può dire solo che «Igor fosse connesso», ma usava il cellulare solo per mail e web. Eppure il metronotte di Consandolo ha raccontato di averlo sentito parlare, quel 29 marzo, mentre gli intimava di non voltarsi, di sdraiarsi a terra e di consegnargli la sua calibro 9. Con chi parlava?

Potrebbe, anche oggi - altri due omicidi sulla coscienza, oltre al pesante curriculum che, negli ultimi 10 anni, lo ha portato in carcere due volte - avere una rete di supporto? Su questo si indaga negli uffici. Sul campo, invece, alle ricerche ha offerto il suo aiuto anche un sensitivo, mentre si moltiplicano le testimonianze dei compagni di cella. Dettagli su dettagli, orrore su orrore. Igor per loro era anche il «siberiano», in grado di tagliare gole con una roncola o di respirare con un boccaglio acquattato nei canali. Racconti fra le sbarre di un passato romanzato, verisimile o delirante, in ogni caso violentissimo.

La realtà è che le forze del ordine ribadiscono che Igor - Norbert sia ancora nella zona rossa che, almeno per altri 10 giorni, sarà presidiata con la stessa intensità. In realtà alcune ricerche si stanno già muovendo oltre le oasi fra Reno e Idice: se anche la zattera rubata due giorni fa, fosse fra le mani del killer, lui potrebbe essere già lontano, verso il delta del Po. Si ferma di giorno, marcia di notte: per questo a tutti è apparso subito come un falso allarme quel ragazzone che due giorni fa procedeva tranquillo, zaino in spalla, sul limitare dell'oasi: si è definito viandante, a zonzo dalla Boemia all'Italia, ignaro di aver sfiorato una delle zone più calde di questa caccia all'uomo.

La gente della zona ora ha anche una paura in più: le feste significano spesso solitudine per chi resta, ma anche paura per chi parte e teme di non avere sotto controllo la propria casa. Intanto sono stati fissati per sabato mattina i funerali di Valerio Verri, mentre Marco Ravaglia, l'altra guardia ferita sabato scorso, prosegue la sua convalescenza ancora sedato dopo la quarta operazione.

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