"Fare il tagliando con gli elettori". Nel Pd cresce il pressing per fare il congresso

Enrico Letta non è diventato leader attraverso una vittoria nel congresso del Pd. E ora, in vista delle elezioni politiche, c'è chi chiede al segretario di contarsi

"Fare il tagliando con gli elettori". Nel Pd cresce il pressing per fare il congresso

Tra i corridoi delle Aule parlamentari, ponendosi in ascolto degli eletti nel Partito Democratico, si nota la tensione per lo stato di salute del "campo largo", con tutto quello che sta accadendo al MoVimento 5 Stelle, ma la voce che disegna una possibile prospettiva Dem - una di quelle che Enrico Letta sta cercando di evitare - proviene dall'esterno dei palazzi romani e, in maniera più precisa, dall'area che fa riferimento all'ex segretario Nicola Zingaretti: "Se conosco i nostri, qualcuno, subito dopo le elezioni amministrative, porrà il problema del congresso nazionale. Il segretario non è passato dal vaglio di un congresso ma farà le liste per le elezioni politiche. Qualcuno glielo farà notare".

Chi avrà l'ardire di tentare questa mossa? Chiediamo alla nostre fonte. Il correntone di Base Riformista? "Loro potrebbero sì - ci viene risposto - . Occhio però pure al "partito dei sindaci"". Tradotto: a porre sul tavolo la necessità di un'occasione congressuale potrebbero essere il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il parlamentare ex renziano Luca Lotti, il senatore Alessandro Alfieri ed il deputato Andrea Romano (magari tutti insieme) ma bisogna considerare anche le richieste di Stefano Bonaccini, attuale governatore della Regione Emilia Romagna, e di Giorgio Gori, che è il sindaco di Bergamo. Se non altro perché il congresso pre-elezioni politiche potrebbe essere domandato da tutti coloro che guardano più al centro che a sinistra, al netto dei correntismi e delle diversificazioni.

Può Enrico Letta decidere chi, tra gli uscenti, debba essere escluso dalle liste e chi possa essere schierato nella campagna elettorale del Pd senza il rinnovo della direzione nazionale e senza un'ulteriore ratifica formale della sua leadership? L'ex premier non ha vinto il congresso dei Dem. L'assetto è ancora quello lasciato in dote da Nicola Zingaretti. Per questo motivo è plausibile che almeno una parte degli esponenti di punta chieda l'organizzazione di un confronto interno durante la marcia di avvicinamento al 2023.

Il più diretto di tutti, come spesso capita, è il senatore Andrea Marcucci: "Dall'ultimo congresso è passato praticamente un secolo politico - afferma a IlGiornale.it . Credo che prima delle elezioni, il Pd debba fare il tagliando con i propri elettori. Siamo l'unico partito che di fatto ha delle regole ed uno statuto, non vedo perchè non sfruttare quella che io considero a tutti gli effetti una opportunità". L'ex ministro Valeria Fedeli, pur dicendoci al telefono che Gori, Bonaccini e Base Riformista siano gli indiziati a porre qualche problema rispetto ad i pesi ed ai contrappesi odierni, ne fa una questione di strategia e smentisce le voci congressuali: "Non vedo la necessità di un congresso ma di una forte e larga iniziativa politica nei territori sul nostro profilo politico, sulle nostre proposte politiche e sul posizionamento".

Com'è ovvio che sia prevale chi dribbla la questione o smentisce di netto: "Non mi pare che ci siano margini per congressi anticipati", ci dice l'onorevole Stefano Ceccanti. Il deputato che sin da subito si è speso per il Mattarella bis incalza: "Il Pd, rispetto ad altri partiti, è messo meglio". Tradotto: se c'è un partito che deve pensare al rinnovo degli assetti interni e preoccuparsi dell'organizzazione, quel partito non è il Pd. Un altro deputato, ossia Walter Verini, la spiega anche meglio: "La direzione nazionale (quella che comporrà le liste per le politiche, ndr) non è scaduta. Scadrà al termine del quadriennio dall'ultimo congresso (se non ricordo male, marzo/aprile 2023).

Lo Statuto precvede che venga rinnovata prima solo in caso di congressi anticipati". Ecco, appunto: il congresso anticipato è quello che alcuni proveranno a chiedere. Su questo esistono sufficienti certezze. Sulla riuscita, invece, permangono i dubbi.

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