Voglia di trasgressione? C'è un sito per quello. Desideri inconfessabili che preferiresti nascondere anche a te stesso? C'è sicuramente una categoria apposta, solamente a un clic di distanza. Il porno online ci ha abituati a un mondo senza filtri, trasformando i nostri schermi in magiche finestre spalancate sull'impossibile. Il problema è che, a forza di lasciare quelle finestre spalancate notte e giorno, qualcuno ha deciso di affacciarsi per controllare veramente cosa stesse succedendo.
Ieri la Commissione Europea, con piglio severo, ha mandato un messaggio forte e decisamente poco erotico: va bene esplorare tutte le fantasie, va bene che il piacere non abbia confini (e spesso sconfini in rete), a patto che si abbia in tasca una carta d'identità valida, che dimostri la maggior età.
Nel pratico, l'Ue ha accusato alcuni dei più grandi siti web al mondo di contenuti per adulti, come Pornhub, Stripchat, Xnxx e XVideos, di non aver protetto in modo adeguato i minori dall'esposizione a contenuti pornografici. Come riportato dal Financial Times, l'organo esecutivo dell'Ue ha affermato che i siti pornografici non hanno implementato misure efficaci per impedire ai minori di 18 anni di accedere ai loro servizi, infatti in molti casi prima di entrare sul sito viene semplicemente richiesto di selezionare se si è o meno maggiorenni. Ma non solo, questa modalità di accesso ha evidenziato che questi siti non hanno valutato adeguatamente i rischi che le loro piattaforme comportavano per i minori.
Come sottolineato da Henna Virkkunen, responsabile per la tecnologia dell'Ue, "le piattaforme online hanno una responsabilità" che non può essere ignorata. Ormai "i bambini accedono a contenuti per adulti in età sempre più giovane ed è compito di queste piattaforme mettere in atto misure solide, efficaci, ma che tutelino la privacy, per tenere i minori lontani dai loro servizi".
Non si parla di un impegno solo teorico o etico, la legge europea sui servizi digitali mira a obbligare le grandi piattaforme online a moderare i propri contenuti in modo ben più rigoroso. E le aziende che violano le norme digitali potrebbero incorrere in sanzioni fino al 6% del loro fatturato annuo globale. Trasformato in numeri, nonostante i gruppi pornografici privati non rivelino i propri risultati finanziari, le multe potrebbero ammontare a milioni di dollari, basti pensare che Pornhub ha realizzato oltre 450 milioni di dollari di ricavi nel 2022.
Sempre negli ultimi giorni, ChatGpt ha deciso di rimandare a data da destinarsi l'uscita della adult mode, destinata ad aprire alle conversazioni e alla produzione di video erotici tra utenti e intelligenza artificiale.
Resta solo un dubbio, che forse brucia più di un tabù violato: siamo sicuri che questa crociata a suon di documento d'identità serva davvero a proteggere l'innocenza dei più piccoli e non sia solo un travestimento di un vecchio e inguaribile moralismo con la paura di vedere il desiderio correre troppo libero? Mentre Bruxelles minaccia verbali milionari e ChatGpt
si ricompone il vestito all'ultimo minuto, l'impressione è che si stia cercando di recintare l'oceano con uno steccato di burocrazia. Il confine tra il tutore premuroso e il guardone di Stato non è mai stato così sottile.