La lezione indiana sui tracciamenti: mappe satellitari e minichiusure locali

Sperimentato con successo a Jaipur (3 milioni di abitanti) un software basato sulla localizzazione per "lockdown di quartiere"

La lezione indiana sui tracciamenti: mappe satellitari e minichiusure locali

L'aumento del numero progressivo dei vaccinati richiede una nuova definizioni di aree di rischio, dove il coronavirus può ancora colpire le persone in attesa della prenotazione, le più fragili e anche i più giovani in coda. Chiudere tutto è da tempo impraticabile ma anche bloccare intere Regioni per focolai isolati diventerà difficile da far accettare a una popolazione oramai stanca da tante limitazioni e che vuole tornare a una vita il più simile possibile alla precedente. La questione si pone in parte per l'estate dove, nel dubbio di qualche variante, sarà comunque possibile allentare le restrizioni, ma soprattutto per l'arrivo della stagione fredda, quando i decisori dovranno gestire quella parte di popolazione ancora vulnerabile e possibili nuovi focolai di infezione.

Una soluzione però arriva dall'India, dove la densità di popolazione ha rappresentato fin da subito un grande rischio di trasmissione virale. Durante il picco della pandemia i governanti di Jaipur (3 milioni di abitanti) hanno realizzato una piattaforma di sviluppo software per valutazione e mappatura del rischio Covid («Cram»), ovvero una mappa a 5 zone colorate, dove poter variare il grado di restrizione fino al contenimento dell'infezione. L'obiettivo è stato sia fermare e isolare i contagi sia evitare un blocco dell'economia della città e di tutto il territorio circostante. Il team del professor Shruti Kanga dell'Università Suresh Gyan Vihar ha utilizzato il telerilevamento satellitare e la tecnologia Gis (Geographic information systems), per condurre una valutazione del rischio spaziale della città di Jaipur. Per l'alta densità di popolazione, l'intera area ha subito chiusure prolungate e fin da subito «è diventato imperativo per le autorità gestire le restrizioni senza influenzare l'economia dello Stato», scrivono gli autori nello studio pubblicato sul Journal Risk Analysis.

Da qui lo sviluppo del sistema di mappatura Cram, per fornire una strategia di chiusura basata sulla valutazione della vulnerabilità, valutando i dati sulla popolazione, l'economia, la situazione delle zone vicine. Il risultato è una mappa Gis con zone a colori, che delineano i quartieri a più a rischio Covid. Dunque cinque livelli di zone: rosso, arancione, blu, verde fino al più «aperto» rosa. «Le pandemie sono un fenomeno spaziale - spiega Suraj Kumar Singh, coautore dello studio - e la loro diffusione e letalità può essere compresa con un approccio di ampia visione delle varie componenti in gioco e utilizzando tecnologie satellitari come lo strumento Gis». Così sono state definite linee guida e a Jaipur sono stati chiusi i negozi nelle zone rosse ma lasciati aperti 3 giorni alla settimana nelle zone blu, e poi 5 giorni zone verdi. «La piattaforma software Cram e le relative scelte «possono essere applicate ovunque nel mondo - conclude il Singh -. I ricercatori e le autorità responsabili hanno solo bisogno di cambiare i parametri specifici per la particolare regione geografica amministrata».

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