Libia, altri 200 cadaveri Londra, migranti su Tir: arrestato un italiano

Nuova ecatombe nel Mediterraneo. Gli Usa: l'Italia lasciata sola. Pesanti critiche contro Francia, Inghilterra e Germania In Austria i morti sul camion salgono a 71

Mentre l'Europa continua a parlarsi addosso su come affrontare l'emergenza immigrazione, il bollettino dei morti aumenta di giorno in giorno. Una strage che non avrà fine finché i benpensanti leader europei non si metteranno in testa che provoca più vittime la politica delle porte aperte rispetto alla dissuasione. Lo dimostrano i numeri, seppure macabri, di chi ha perso la vita sognando la strada del «paradiso» europeo: dall'inizio dell'anno i migranti morti hanno raggiunto quota 2.600, dopo che anche ieri ne sono annegati circa 200 in due diversi naufragi al largo delle coste libiche. La Guardia costiera d Tripoli è riuscita a recuperare 82 cadaveri ma è stata costretta a lasciare gli altri in mezzo al mare, non potendo caricare oltremodo l'imbarcazione. I corpi di 40 persone sono stati trovati all'interno della stiva di uno dei barconi che si era arenato sulla spiaggia, dopo che un guasto ai motori lo aveva lasciato in balia del mare.

Ma si aggrava anche il bilancio delle vittime rinvenute all'interno di un Tir abbandonato sull'autostrada austriaca vicino al confine con Ungheria e Slovacchia: 59 uomini, 8 donne e 4 bambini ammassati nella cella frigorifera del camion lunga meno di cinque metri sono tutti morti soffocati. La polizia ungherese ha annunciato l'arresto di tre persone, il proprietario del camion e due autisti. «Al momento tre persone sono in arresto in Ungheria e crediamo che questo ci porterà agli autori materiali», ha detto il portavoce della polizia austriaca in una conferenza stampa assieme al ministro dell'Interno Johanna Mikl-Leitner. «È un giorno di lutto – ha detto dal canto suo la Mikl-Leitner -. I trafficanti sono criminali e non persone che aiutano i rifugiati. Questo giorno ci deve servire per trovare velocemente soluzioni europee». E arrivano le prime ondate di critiche da Oltreoceano. «L'Europa ha fatto poco per aiutare Italia e Grecia, i Paesi dove approdano molti dei rifugiati», ha scritto il New York Times rilevando come l'Ue abbia «fallito» non trovando un accordo su come spalmare i migranti tra i Paesi membri. Il giornale americano punta il dito su Francia e Gran Bretagna che hanno di fatto murato i loro confini per fermare il flusso di disperati. Ma non viene risparmiata neppure la Merkel, che aveva detto di essere scossa per le vittime e auspicava un'intesa con i partner europei: «Dichiarazioni che abbiamo già ascoltato prima», ha sottolineato il New York Times. Insomma, l'Europa per ora è immobile di fronte a questo esodo biblico, che ha visto solo quest'anno oltre 300mila migranti attraversare il Mar Mediterraneo, portandone 200mila in Grecia e più di 100mila in Italia. Oltre all'invasione via mare, Bruxelles si trova ora a fare i conti con la rotta balcanica: 3mila clandestini superano ogni giorno l'area Schengen, passando per la Macedonia, la Serbia e l'Ungheria per poi raggiungere il Nord Europa a bordo di Tir. Come è accaduto ieri nell'Inghilterra meridionale, dove la polizia del Surrey, ha arrestato 27 immigrati che si trovavano su un camion con targa italiana, guidato da un cinquantenne italiano che è stato arrestato. Il veicolo era fermo nella stazione di servizio a Cobham ed era uno dei tanti Tir che corrono lungo le autostrade che attraversano l'Europa. Proprio come quello che è stato ritrovato in Austria, con 71 migranti morti. Continuano intanto le operazioni di soccorso in mare. Nel porto di Reggio Calabria sono sbarcati ieri 250 migranti recuperati dalla nave Fiorillo nel Canale di Sicilia su un'imbarcazione dove sono stati trovati anche quattro cadaveri.

A Palermo, nel frattempo, sono stati arrestati dalla squadra mobile dieci presunti scafisti che avrebbero fatto parte dell'equipaggio del barcone dove sono morti 52 rifugiati tre giorni fa. Sono di nazionalità marocchina, libica e siriana. «Dalle testimonianze che abbiamo raccolto in queste ore sui 52 migranti morti asfissiati nella stiva del barcone sono emersi racconti raccapriccianti - ha raccontato il procuratore aggiunto di Palermo, Maurizio Scalia, che coordina l'inchiesta -. In 200 erano stipati in una stiva larga quattro metri e alta non più di un metro e mezzo. E chi tentava di salire in coperta per prendere aria veniva picchiato e accoltellato».

di Riccardo Pelliccetti

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