Una mattina mi son svegliata e era il 25 aprile. Non del 1945 ma del 2026, e nessuno all'orizzonte a intimare "arrendersi o perire", nessuno obbligato a scegliere da che parte stare, tanto meno a intonare "bella ciao".
Un canto che nonostante il valore simbolico non dà prova alcuna che un solo partigiano ne conoscesse una nota. Più probabile canticchiassero "ba-baciami piccina", tutt'al più "fischia il vento" sull'aria della tetra canzone sovietica Katjua rallegrata da Dori Ghezzi in Casatchok.
Comunque sia a vent'anni dalla fine della guerra qualcuno decise: la canzone sarebbe diventata l'inno ufficiale dei partigiani, quindi un'invenzione più che una tradizione. La storia documenta che il ritornello di Bella ciao fosse già stato inciso nel 1919 con il titolo Klezmer-Yiddish, grazie a un fisarmonicista ebreo che in un ristorante a New York allietava i clienti con intermezzi musicali. Inesplicabile come e dove una mondina di Vercelli possa aver sentito l'irresistibile ritornello, fatto sta che il canto yiddish si è ritrovato gorgheggiato dalle operose raccoglitrici di riso immerse nell'acqua fino alle ginocchia con la schiena piegata, almeno a quanto dice la cantante che ne incide una versione "mondariso" che assicura aver imparato prima della guerra proprio in una risaia. Dileguati invasori e partigiani nel testo spuntano "alla mattina in risaia mi tocca andar/ il capo in piedi col suo baston e noi curve a lavorar". Una circostanza provvidenziale scovare la congiunzione fra l'inno di lotta della coscienza antifascista e l'antecedente canto di lavoro proveniente dal mondo contadino. Il cerchio si chiude su un brano che da allora sta bene su e con tutto.
Il motivetto italiano più famoso al mondo che piace ai rapinatori di banche e a quelli di Charlie Hebdo, ai rivoluzionari cubani e ai resistenti ucraini, ai reclusi del lockdown e ai parlamentari "ciaobelli" in vena di karaoke corre purtroppo un rischio: anche il brano più grazioso se inflazionato perde il suo impatto emotivo originario. Fino a diventare quasi irritante.