Per Donald Trump è "possibile" che i colloqui con l'Iran riprendano nei prossimi giorni. Il presidente americano, secondo uno scambio di messaggi citato dal New York Post, ha risposto in maniera ottimistica alla domanda se i nuovi negoziati possano avere luogo entro le prossime "36-72 ore", ovvero entro venerdì. Il tycoon ha annunciato l'estensione del cessate il fuoco per consentire le trattative con Teheran, ma senza indicare una scadenza, come ha chiarito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt a Fox News. Stando alle fonti Usa citate da Axios, tuttavia, sta concedendo alle fazioni in conflitto nel Paese un breve arco di tempo, "altri tre-cinque giorni di tregua", per unirsi di fronte a una proposta coerente, ma non si tratta di uno stop a tempo indeterminato, come diversi osservatori hanno interpretato martedì. "La tempistica sarà dettata dal comandante in capo", ha precisato Leavitt.
I negoziatori di Trump ritengono che un accordo sia ancora raggiungibile, ma temono di non avere nessuno nella Repubblica islamica che abbia l'autorità di dire sì. "Abbiamo riscontrato una frattura assoluta all'interno dell'Iran fra i negoziatori e i militari. Nessuna delle due parti ha accesso alla Guida Suprema, che non risponde", ha riferito un funzionario statunitense. Anche l'inquilino della Casa Bianca, motivando l'estensione del cessate il fuoco, ha spiegato come, "considerato che il governo di Teheran appare gravemente frammentato, circostanza peraltro non inattesa, ci è stato chiesto di sospendere il nostro attacco finché i suoi leader e rappresentanti non saranno in grado di formulare una proposta unitaria". The Donald ha poi comunicato una "ottima notizia": "Sono appena stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise. Quattro saranno rilasciate immediatamente, mentre quattro saranno condannate a un mese di carcere", ha sottolineato, dicendo di "apprezzare vivamente che l'Iran, e i suoi leader, abbiano accolto la mia richiesta". Per Trump, comunque, il regime "sta collassando finanziariamente": "Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga riaperto immediatamente, sono a corto di soldi, perdono 500 milioni di dollari al giorno - ha scritto su Truth - Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. Sos". L'Iran ha definito la fine del blocco navale americano sui suoi porti una condizione fondamentale sia per riaprire la cruciale rotta marittima che per negoziare.
Intanto un alto funzionario del Pentagono, secondo quanto riporta il Washington Post, ha spiegato in un incontro riservato ai membri della Commissione per i Servizi Armati della Camera che per bonificare completamente Hormuz dalle mine potrebbero volerci sei mesi, ed è improbabile che l'operazione venga intrapresa prima della fine della guerra. La Marina militare italiana potrebbe inviare quattro navi per lo sminamento in caso si stabilisse una operazione internazionale in uno scenario non di conflitto, ha detto il Capo di Stato Maggiore, Giuseppe Berutti Bergotto. Ai legislatori americani è stato riferito che l'Iran potrebbe aver posizionato 20 o più mine nello Stretto e nelle aree circostanti. La valutazione implica che l'impatto economico del conflitto potrebbe protrarsi fino alla fine di quest'anno o anche oltre, e i prezzi della benzina e del petrolio rimanere elevati fino alle elezioni di medio termine a novembre. Al di là delle ripercussioni economiche, un simile esito potrebbe avere anche significative implicazioni politiche negli Stati Uniti, in particolare per i repubblicani.
Politico, da parte sua, ha rivelato che la Casa Bianca ha messo a punto una lista dei paesi della Nato dividendoli in "buoni e cattivi", mentre l'amministrazione sta valutando come punire gli alleati che si sono rifiutati di sostenere la guerra contro l'Iran.