Litiga con la suocera e la uccide a coltellate

Vittima e assassino vivevano nello stesso palazzo e le discussioni erano frequenti

Litiga con la suocera e la uccide a coltellate

In quella villetta i carabinieri erano andati tante volte. Le liti violente tra la suocera e il genero erano all'ordine del giorno e in paese lo sapevano tutti che tra i due non correva buon sangue. Ma nessuno avrebbe mai pensato che l'uomo arrivasse ad ucciderla. In maniera crudele, brutale.

Così Celestina Castiglia ieri è stata assassinata. L'omicidio è avvenuto in tarda mattinata e ha scosso Vighizzolo, frazione di Cantù, nel Comasco, già toccata nel marzo del 2018 da un altro agghiacciante delitto.

La donna, 79 anni, è stata finita a coltellate dal compagno della figlia.

Vittima e assassino vivevano all'interno della stessa palazzina, ma in due appartamenti separati. La suocera da sola, mentre l'assassino abitava con la compagna, figlia della vittima e mamma dei suoi figli. Già in passato le forze dell'ordine erano state allertate per alcuni litigi. I vicini avevano chiamato a turno agenti o carabinieri per richiedere di intervenire per evitare che la situazione degenerasse. Ma questa volta non sono stati altrettanto solerti. Non si sa quale siano state le ragioni che hanno provocato l'ennesima lite, che poi ha portato all'omicidio. Ma i toni, anche questa volta, si sono alzati e l'uomo ha preso un coltello e ha pugnalato Celestina, fino a quando non è crollata a terra.

Poi ha telefonato ai militari dell'Arma e ha raccontato l'accaduto. Ha confessato di essere stato lui a massacrare l'anziana e non ha nemmeno provato a dare una versione diversa dei fatti per sperare di farla franca. Sul posto si sono precipitati i carabinieri di Cantù per tutti i rilievi del caso e insieme a loro anche ambulanza ed elisoccorso, che hanno provato a strappare la donna alla morte. Ma era ormai troppo tardi e non c'era più nulla da fare.

Portato in caserma l'assassino è stato interrogato dal magistrato di turno Massimo Astori a cui dopo aver fornito le generalità e ha ripetuto quanto accaduto, confermando la sua colpevolezza.

Il 17 marzo lo stesso paese aveva visto l'omicidio di Giovanni Volpe, 78 anni, ucciso con 19 coltellate dal nipote Luca, di 27, che ora sconta la massima pena per chi decide di accedere al rito abbreviato. L'omicidio era scaturito da un rimprovero del nonno, preoccupato perché il ragazzo assumeva cocaina tanto che lo zio lo aveva preso sotto la sua patria potestà, per provare a indicargli una via diversa dall'entrare e uscire di prigione.

Per lui è stata confermata la recidiva, sulla base di altri precedenti per rapina, furto, violenza sessuale. Il giovane dopo aver commesso il delitto ha rinunciato all'eredità che avrebbe comunque potuto pretendere, nonostante tutto.

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