Guerra in Ucraina

L'offerta di Zelensky. "Prigionieri ucraini per Medvedchuk". Ma Mosca rifiuta: "Politico straniero"

Il presidente ucraino ha proposto di consegnare alla Russia l'oligarca considerato vicino a Putin. Ma il Cremlino lo scarica: "Non ci riguarda"

L'offerta di Zelensky. "Prigionieri ucraini per Medvedchuk". Ma Mosca rifiuta: "Politico straniero"

Dopo averlo catturato e mostrato in foto come un trofeo ammanettato e vestito con una divisa dell'esercito ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha proposto alla Russia di consegnare Viktor Medvedchuk, il leader latitante dell'opposizione filorussa in Ucraina, catturato in un'operazione di intelligence mentre cercava di lasciare il Paese, in cambio della liberazione degli ucraini fatti prigionieri.

«Propongo uno scambio tra questo tizio dei vostri e gli uomini e donne ucraini detenuti», ha detto Zelensky sfidando Mosca sui suoi rapporti con il leader dell'opposizione filorussa che il Cremlino avrebbe voluto al suo posto alla guida di un governo fantoccio una volta caduta la capitale. Era questo il piano prima che la coraggiosa resistenza ucraina costringesse l'esercito russo a ritirarsi dal nord del Paese per ripiegare sul Donbass. Ora che la strategia è cambiata e Medvedchuk è stato catturato dagli 007, il presidente ucraino mette sul piatto la liberazione dell'oligarca di cui Putin tenne a battesimo la figlia Daryna. Ma il Cremlino, che sulle prime era apparso prudente e imbarazzato e non aveva neppure confermato la cattura del deputato dell'opposizione ucraina, nonostante gli innegabili rapporti con l'oligarca, ha deciso di prendere le distanze. «Non ha mai avuto relazioni dietro le quinte con la Russia. È un politico straniero, non ha nulla che fare con l'operazione speciale in Ucraina», ha detto il portavoce Dmitry Peskov. «Seguiremo il caso del politico», hanno reso noto funzionari del Cremlino, insistendo sul fatto che «si tratta di un cittadino ucraino detenuto in Ucraina».

Il Cremlino ha quindi accusato Kiev di non rispettare le idee di Medvedchuk, che sarebbe perseguito per le sue opinioni. «Le opinioni di Medvedchuk a favore della costruzione di relazioni normali, reciprocamente vantaggiose e di partenariato tra Ucraina e Russia sono ben note. Questa sua posizione - ha affermato Mosca - è sempre stata aperta». Secondo il Cremlino, se fosse stato legato alla Russia in modo ambiguo «avrebbe potuto lasciare il territorio ucraino prima dell'operazione militare speciale. Come possiamo vedere, invece, non l'ha fatto». In realtà il deputato era agli arresti domiciliari con l'accusa di alto tradimento per il suo sostegno ai separatisti del Donbass ed era fuggito a fine febbraio approfittando del caos dell'invasione, rifugiandosi in un posto sicuro a Kiev.

Ma ora che la sua cattura ha bruciato il suo potenziale di leader marionetta, Mosca lo scarica. Non gli serve più. «Mosca non sembra interessata a riprenderselo, adesso che non è più sfruttabile. Ufficialmente, non è un cittadino russo e non è più molto utile. Per la Russia è una sorta di secondo Yanukovych, ma meno importante. Non credo che ci saranno particolari sforzi per lui, ormai non ha futuro né in Russia né in Ucraina», spiega Mykola Volkivskyi, analista politico ucraino e già consigliere strategico del Parlamento di Kiev. Medvedchuk è persino finito nell'ultima lista di sanzioni britanniche. Un pacchetto di ritorsioni anti russe che questa volta - esaurita buona parte dei bersagli di spicco fra oligarchi e politici moscoviti - punta soprattutto il mirino su esponenti ucraini «filo-russi».

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