Afghanistan in fiamme

L'omaggio di Biden ai 13 soldati morti: "L'ultimo sacrificio del Paese migliore"

Il presidente: "Hanno salvato 117mila vite". Ma è ancora bufera: pure Blinken nel mirino

L'omaggio di Biden ai 13 soldati morti: "L'ultimo sacrificio del Paese migliore"

Joe Biden rende omaggio ai 13 militari americani uccisi in Afghanistan accogliendo le loro spoglie alla base di Dover, in Delaware. Accompagnato dalla first lady Jill, il presidente ha incontrato in privato le famiglie dei caduti che aspettavano l'arrivo del volo con le bare dei loro cari avvolte nella bandiera a stelle e strisce. I soldati avevano tra i 20 e i 31 anni e venivano da California, Indiana, Massachusetts, Missouri, Nebraska, Ohio, Tennessee, Texas, Utah e Wyoming. E molti di loro erano neonati o bambini piccoli durante gli attentati dell'11 settembre 2001, che hanno provocato l'invasione dell'Afghanistan. «Erano eroi che hanno fatto l'ultimo sacrificio al servizio dei nostri più alti ideali americani, salvando la vita di altre persone», ha detto l'inquilino della Casa Bianca, sottolineando come «sino a ora il loro coraggio e altruismo ha permesso a più di 117mila persone a rischio di mettersi in salvo». «Facevano parte dei militari più coraggiosi, più capaci e più altruisti sulla faccia della Terra - ha proseguito Biden - Facevano parte, semplicemente, di quella che chiamo la spina dorsale dell'America, il meglio che il paese ha da offrire».

I 13 soldati morti a Kabul sono stati i primi militari uccisi in Afghanistan dal febbraio 2020, quando l'amministrazione di Donald Trump ha raggiunto un accordo con i talebani che chiedeva ai militanti di fermare gli attacchi contro gli americani in cambio di un impegno degli Stati Uniti a rimuovere tutte le truppe entro maggio 2021. Intanto come Biden aveva avvertito sabato pomeriggio, dicendo che il raid nella regione di Nangarhar, in cui sono stati eliminati due membri dell'Isis-K, non sarebbe stato l'ultimo, ieri l'esercito Usa ha condotto un attacco a Kabul in risposta ad una minaccia «imminente» da parte della filiale dello Stato islamico del Khorasan. «Le forze americane hanno condotto un raid di autodifesa contro un veicolo eliminando un'imminente minaccia all'aeroporto della capitale. Siamo fiduciosi che il target sia stato colpito», ha confermato il Pentagono, sottolineando che delle «esplosioni secondarie dal mezzo hanno indicato la presenza di una significativa quantità di materiale esplosivo».

Il consigliere per la sicurezza nazionale Jack Sullivan, da parte sua, ha spiegato che i militanti dell'Isis-K uccisi dagli Stati Uniti pianificavano altri attacchi, e ha definito la situazione a Kabul un «serio pericolo». A rilanciare l'avvertimento è stato anche il segretario di Stato Antony Blinken: «Questo - ha detto - è il momento più pericoloso in una missione già straordinariamente pericolosa. Faremo tutto il possibile per proteggere le persone, ma il rischio è molto alto». Il titolare di Foggy Bottom ha spiegato che «sono rimasti circa 300 cittadini americani che hanno chiesto di andarsene. Stiamo lavorando molto attivamente per aiutarli a raggiungere l'aeroporto, salire su un volo e uscire dall'Afghanistan». Secondo fonti citate dal Washington Post, inoltre, entro domani Biden intende ritirare dal paese l'ambasciatore e tutto lo staff diplomatico. Non è chiaro se e quando potrebbero tornare: nonostante l'interesse dei talebani a una presenza diplomatica Usa a Kabul, il presidente non ha ancora deciso se mantenerla.

A Washington, invece, si continua a respirare aria di bufera. Con la crisi in Afghanistan, il nuovo aumento dei casi di Covid e un'agenda interna che non decolla, Biden è alle prese con il mese più difficile della sua presidenza. Una situazione che inizia a preoccupare seriamente i democratici, soprattutto in vista delle elezioni di metà mandato del 2022. Sulla sponda sinistra del Potomac in diversi sono sempre più preoccupati che le conseguenze della crisi in Afghanistan possano avere ripercussioni di lungo termine, mettendo a rischio il risicato controllo del Congresso da parte dei dem. Il problema - secondo quanto rivelato da alcune fonti al Wp - non sono le scelte politiche di Biden, ma la loro esecuzione. E più d'uno dietro le quinte pensa che sarebbe necessario un cambio di passo, con la sostituzione del segretario di stato Blinken e del consigliere alla sicurezza nazionale Sullivan.

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