M5S mette le mani avanti: "Difficile votare intesa col Pd su Rousseau, poco tempo"

Lo ha dichiarato l'esponente pentastellata su Il Fatto Quotidiano, invitando, però, Di Maio a non sedere tra i banchi di un nuovo governo nel caso di accordo con il Pd

M5S mette le mani avanti: "Difficile votare intesa col Pd su Rousseau, poco tempo"

Far votare sulla piattaforma Rousseau l'ipotesi di accordo tra M5S e Pd "sarebbe nelle nostre corde. Però comunicare in pochi giorni il senso e i punti di un 'intesa così complessa, perché giustamente il Quirinale ha fretta di mettere in sicurezza il Paese, non mi pare facile. Bisognerà valutare". A dichiararlo su Il Fatto Quotidiano è Renata Lombardi, già capogruppo alla camera del M5S e che, dopo la sconfitta alle regionali del Lazio contro Nicola Zingaretti, ora siede nelle file dell'opposizione di quel partito con cui si sta tentando, ora, una accordo politico a livello nazionale.

Il consigliere regionale invita a trovare una accordo con i Democratici anche perchè "con il Pd perché abbiamo una cornice di valori in comune", però vede una difficoltà di fondo nel far accettare questa nuova "relazione politica" ai militanti del movimento, che da sempre vedono nel Pd il simbolo dello status quo da combattere. Allora, forse, è meglio che questa decisione non venga messa nelle mani della base pentastellata, perché il rischio di avere indicazioni totalmente opposte alla linea politica decisa da Di Maio potrebbe essere più che probabile mettendo in serie difficoltà i vertici 5 Stelle. Così arriva il consiglio: "Ritengo che i nomi di primo piano di Pd e M5s non dovrebbero far parte di un eventuale nuovo governo. Potrebbero essere divisivi. Ora servono responsabilità e coraggio".

C'è poi, anche una frecciatina a Di Maio, riguardo alla deroga al secondo mandato di cui si sta discutendo del movimento e a cui la Lombardi sempre contraria: "Assolutamente no (alla deroga). E certe dichiarazioni mi sembrano fatte apposta da persone che si sentono la deroga in tasca. O che magari hanno fretta di tornare in Parlamento".

Le parole della consigliera regionale indirettamente, e forse prematuramente, aprono le porte ad un'altra questione successiva all'eventuale accordo in Parlamento tra il Pd e il Movimento 5 Stelle e che riguarda i governi regionali. Ad esempio oggi Ernesto Magorno, senatore calabrese e renziano Doc (oltre ex segretario regionale) ha invitato ad aprire un accordo tra i Dem e i 5Stelle anche nelle prossime elezioni calabresi e non è detto che questo discorso non venga fatto anche su altre realtà dove un asse Pd-M5S garantirebbe una maggioranza forte. E forse un pensierino sulla regione Lazio potrebbe essere fatto; di certo il segretario Pd Nicola Zingaretti, attuale Governatore del Lazio non potrà restare a lungo fuori dai grandi ruoli istituzionali nazionali e, a quel punto, non è detto che anche sulla regione di Roma Capitale non si pensi ad un accordo tra i due partiti, magari proprio con Roberta Lombardi in pole.

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