Coronavirus

In Lombardia è record di guariti. Dieci "salvati" per ogni deceduto

La Regione a guida Fontana è la più virtuosa. Peggio Emilia Romagna, Lazio, Puglia e Abruzzo. All'ospedale della Fiera di Milano transitati 90 e ristabiliti 80. I medici: "Imparato moltissimo"

In Lombardia è record di guariti. Dieci "salvati" per ogni deceduto

Il sistema sanitario della Lombardia, oggi, sta curando meglio di altri i malati di Coronavirus. Sicuramente, da alcune settimane, se non da mesi, in Lombardia si riscontra un esito finale di casi Covid che è statisticamente più favorevole di quel che accade in almeno altre cinque regioni. È il risultato che si ricava eseguendo, sui dati ufficiali del «bollettino sanitario» nazionale, un calcolo molto semplice: il rapporto fra gli esiti positivi (le guarigioni) e gli esiti purtroppo negativi (i decessi).

Prendendo in esame i numeri forniti, e quotidianamente aggiornati, dal ministero della Sanità, risulta che ora la Lombardia abbia un rapporto fra guariti e deceduti che è molto migliore dell'Emilia Romagna, e migliore anche di Lazio e Puglia, nonché di Abruzzo e Marche. La tendenza è in atto da tempo ed è confermata dai dati di ieri. In Lombardia, al 24 novembre, si registrano 212.175 guariti o dimessi, e purtroppo 20.850 deceduti. Ciò significa che in Lombardia sono guariti oltre dieci pazienti per ogni malato deceduto. Lo stesso calcolo, sui dati di altre regioni, porta a un rapporto numericamente inferiore. In Emilia Romagna il risultato del rapporto è 6,2: ogni deceduto sono stati guariti o dimessi soltanto poco più di sei pazienti. Nelle Marche sono guariti 8,5 persone per ogni paziente deceduto, negli Abruzzi 8,9. Nel Lazio sono guariti 9,4 malati per ogni paziente deceduto e in Puglia il dato è molto simile: 9,2. Ma anche nella piccola Basilicata, si registrano 9 pazienti guariti per ogni deceduto.

Il dato della Lombardia è, come altri indici, in netto miglioramento. Alcuni mesi fa, in questa dolorosa classifica, la più grande delle Regioni italiane aveva numeri nettamente più negativi, anche perché era stata la prima ad essere colpita e a marzo ha pagato proprio la difficoltà di curare un enorme numero di persone che si ammalavano contemporaneamente. Insieme alla Lombardia, 9 mesi fa, è stata colpita anche l'Emilia Romagna. Non è un caso che Lombardia ed Emilia Romagna, due settimane fa, avessero dati molti simili nel rapporto fra guariti e deceduti: 6,6 dimessi o guariti per ogni persona scomparsa in Lombardia, 6 guariti o dimessi in Emilia Romagna 6. Ma nelle ultime due settimane, guariti e dimessi sono molto aumentati nella prima, mentre nella seconda il dato è rimasto stabile.

Anche negli ospedali lombardi, la situazione è enormemente migliorata rispetto a quel che accadeva a marzo. Nel Padiglione di terapia intensiva della Fiera - uno su tutti - sono transitati in un mese 90 malati, e i pazienti deceduti sono una decina. Un dato molto inferiore rispetto a marzo, quando si aggirava su un tremendo 50%: un paziente su due purtroppo non usciva vivo dai reparti di terapia intensiva. «I malati hanno le stesse manifestazioni cliniche e le stesse caratteristiche di gravità», aveva spiegato dieci giorni fa Nino Stocchetti, responsabile della Neurorianimazione del Policlinico e direttore del padiglione Fiera. «Di diverso - ha aggiunto - c'è che noi qualcosa abbiamo imparato». «Siamo dispiaciuti per i pazienti che perdiamo - ha detto allora il primario - Per quanto riguarda la mortalità, bisogna capire man mano che i dati verranno accumulati». I dati, sembrano confortanti, anche se in assoluto il computo totale dei decessi nella regione più grande è molto alto. E confortanti sono anche i dati del giorno sui contagi, con un rapporto fra tamponi positivi e tamponi totali che scende ancora (al 15,7%), così come il numero dei ricoverati in terapia intensiva (932, meno 13 unità in un giorno).

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