L'Oms: pronti alla pandemia. Paura Iran: "Oltre 50 morti"

In Cina più di 150 decessi in un giorno, infetti 3mila medici. Chiuse le scuole nella Repubblica islamica

Continua a essere la Cina l'epicentro del Covid-19, che non si arresta, scuotendo e paralizzando buona parte del mondo. Come si legge nell'aggiornamento quotidiano fornito dalla Commissione sanitaria nazionale, nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 150 decessi. I contagi accertati sono 77.262 e i dimessi dagli ospedali salgono a 24.734. Nel frattempo sei province (Gansu, Liaoning, Guizhou, Yunnan, Shanxi e Guangdong) hanno abbassato il livello di emergenza contro l'epidemia. Per timori di contagio sono stati posticipati i lavori della sessione annuale dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Inoltre è stato revocato l'annuncio di un allentamento di quarantena nella provincia di Wubei, la zona maggiormente martellata dal virus. Ieri, durante una conferenza stampa congiunta con i rappresentanti dell'Oms a Pechino, il ministro della sanità cinese ha rivelato che sono oltre tremila i membri del personale sanitario a essere stati contagiati, in gran parte a Wuhan, da dove si è diffusa l'epidemia.

«Non è ancora una pandemia - dice l'Oms, che si dice preoccupata per Iran e Italia - ma dobbiamo prepararci». Una nuova impennata di contagi arriva dalla Corea del Sud. Le autorità sanitarie di Seul hanno confermato 161 nuovi casi, in buona parte collegati alla città meridionale di Daegu. Le persone contagiate sono 833, mentre sono otto i morti causati dall'epidemia. Come in Italia, anche in Corea del Sud si è fermato lo sport. Posticipato, a data da destinare, l'inizio della stagione della massima lega calcistica professionistica, previsto nel fine settimana. Nella confinante Corea del Nord sono stati messi in quarantena 380 cittadini stranieri, tra cui molti diplomatici.

La situazione sta diventando drammatica in Iran, anche se il governo Rohani ha imboccato una preoccupante strada della censura. È salito ad almeno 50 il bilancio dei morti per il Covid-19 nella sola città di Qom, primo focolaio dell'epidemia nel Paese. La notizia è stata rivelata dal deputato iraniano locale Ahmad Amirabadi Farahani, al termine di una sessione parlamentare a porte chiuse sull'emergenza, ma poco dopo smentita dal portavoce governativa Ali Rabiei. Farahani però è tornato sulla questione accusando le autorità di «non dire la verità sul numero di vittime e contagi». Le autorità in realtà hanno stabilito la chiusura di tutte le scuole. A Qom sono state dispiegate forze speciali che hanno isolato l'area intorno a due ospedali, mettendo in quarantena una parte rilevante della popolazione. Il virus sarebbe stato «importato» dalla Cina da chi lavora alla costruzione di una centrale di energia solare.

I Paesi arabi non si fidano della versione ufficiale» di Rohani e si blindano per impedire l'arrivo di persone dall'Iran: sospendono i voli e chiudono i porti e i valichi di transito con la Repubblica Islamica. Le autorità di Amman hanno annunciato il divieto di ingresso nel Paese ai non giordani. Il Kuwait ha bloccato ogni attività navale e aerea, mentre l'Arabia Saudita ha proibito ai suoi cittadini di recarsi in Iran, vietando l'ingresso agli stranieri provenienti da quel Paese. Chiusura anche da parte di Pakistan e Afghanistan. Tutto questo mentre il ministro degli Interni turco, Suleyman Soylu, ha annunciato la chiusura dei tre valichi di frontiera tra la Turchia e l'Iran. Tra Turchia e Paesi del Golfo i contagiati sono 22.

Non si vivono momenti di serenità in Europa: anche se al momento Bruxelles non sembra orientata verso la provvisoria sospensione del trattato di Schengen. In Germania sono stati confermati 16 casi, nel Regno Unito 13, in Francia 12 (con 1 morto), in Spagna 2, altri 2 a Edimburgo in Scozia, mentre in Belgio, Finlandia e Svezia 1. In Spagna il ministro della sanità ha chiesto ai circa 3.500 tifosi del Valencia, a Milano mercoledì scorso per la partita di Champions contro l'Atalanta, di mettersi a disposizione per un tampone obbligatorio. Le autorità spagnole vieteranno l'accesso ai sostenitori italiani per la gara di ritorno il prossimo 10 marzo.

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Commenti
Ritratto di giùalnord

giùalnord

Mar, 25/02/2020 - 23:59

L'OMS non si pronuncia ma è una pandemia vera e propria.

dagoleo

Mer, 26/02/2020 - 09:13

cacchio i bergamaschi non potranno andare a Valencia a tifare i loro idoli? non mi sembra giusto.