Londra aumenta l'allerta, divieti moltiplicati. E chi arriva dall'Italia finisce in quarantena

Il governo di Londra ha deciso di reinserire l'obbligo di quarantena per le persone che entrano nel Regno Unito dall'Italia.

Il governo di Londra ha deciso di reinserire l'obbligo di quarantena per le persone che entrano nel Regno Unito dall'Italia. Le nuove disposizioni entreranno in vigore dalla mattina di domenica e sono l'inevitabile conseguenza dell'aumento di casi registrati negli ultimi giorni a Roma. L'annuncio è stato dato dal ministro dei trasporti Shapps che ha aggiunto anche San Marino e il Vaticano alla lista dei Paesi entrando dai quali bisogna sottoporsi a quarantena.

La decisione del governo Johnson arriva in un momento critico per il Paese che continua a registrare numeri molto alti: quasi 19 mila nuovi contagi ieri e l'annuncio che a partire da sabato Londra entrerà nel secondo livello di allerta dei tre previsti dal nuovo schema governativo di restrizioni variabili. Le circa 9 milioni di persone dell'area metropolitana più grande del continente subiranno un inasprimento delle limitazioni a spostamenti e libertà personali: famiglie diverse non potranno incontrarsi in luoghi chiusi, inclusi pub e ristoranti che continueranno a dover chiudere alle 22, un obbligo già in vigore da settimane. Sarà ancora possibile riunirsi all'aperto ma nel rispetto della regola delle 6 persone al massimo. Oltre a Londra anche a York, nell'Essex e in alcune zone delle Midlands saranno applicate le stesse restrizioni. La svolta è stata insistentemente richiesta negli ultimi giorni dal sindaco della capitale Sadiq Khan, favorevole a un intervento considerato necessario per frenare la corsa del virus.

Di opinione opposta invece il primo cittadino di Manchester, Andy Burnham, che assieme agli amministratori locali - si sta opponendo strenuamente allo spostamento della città nel livello di rischio più alto, il terzo. Una tale decisione comporterebbe per Manchester la chiusura di ristoranti e pub e il divieto di incontrare persone di altre famiglie al chiuso, in giardini e nella maggior parte dei posti all'aperto. Restrizioni già in vigore a Liverpool. Il governo inglese sta portando avanti un dialogo stretto con gli amministratori locali nel tentativo di tarare al meglio le misure da adottare. L'opposizione del sindaco di Manchester si basa sugli enormi costi economici delle nuove, più severe limitazioni e rischia di creare una crepa gigantesca nell'alleanza tra governo centrale e città, con inevitabili ripercussioni sull'adesione della gente alle nuove restrizioni. Burnham ha descritto i propri concittadini come cavie di una «strategia sperimentale di lockdown locali».

Il tutti contro tutti si sta rischiando anche tra le singole nazioni del Regno e oltre: il Galles si è detto pronto a impedire l'accesso nel suo territorio agli inglesi se Londra non imporrà delle restrizioni alla libertà di movimento dei residenti nelle contee di confine, posizione condivisa dal governo scozzese. Mentre un cortocircuito ancora più grave è in corso in Francia, dove la polizia ha perquisito la casa del ministro della salute Veran, nell'ambito di un'inchiesta in corso sulla gestione governativa della pandemia in cui è indagato anche il primo ministro Castex.

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