Alla loro testa una musicista. «Ci hanno violentate e noi li uccideremo»

New YorkIn guerra contro l'Isis, per vendicare le sorelle e i fratelli brutalmente sterminati dagli uomini del Califfato: sono le «Sun Girls», un battaglione tutto al femminile guidato da una musicista dell'etnia yazidi. «Ci hanno violentate, e noi li uccideremo», è il grido di battaglia di Xate Shingali, la 30enne artista a capo del gruppo, che sinora ha reclutato 123 ragazze tra i 17 e i 30 anni. Le giovani della milizia «rosa» sanno che se verranno catturate rischiano di essere ammazzate, torturate o ancora più probabilmente trasformate in schiave sessuali dei jihadisti del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi. Ma nessuna di loro mostra alcun timore di fronte a questa terrificante prospettiva, nemmeno la più giovane del gruppo, una 17enne di nome Jane Fares, che chiosa fiera: «Anche se mi uccidono, dirò che sono una yazidi». Jane è fuggita dalle montagne del Sinjar, nel nord dell'Iraq, con il fratello e la sorella quando l'Isis ha assediato la zona. Racconta che la sua famiglia è molto orgogliosa di lei: «Mio padre era così felice quando gli ho detto che avevo aderito a questa milizia». «Tutte le nostre famiglie - precisa - hanno accettato la decisione di far parte delle “Sun Girls”».

Il capo del gruppo Xate Shingali, artista di musica tradizionale yazidi, ha ottenuto un permesso speciale dal presidente curdo per formare il battaglione. Parlando dal campo profughi di Sharya, alle porte di Dohuk, la giovane spiega che le «Sun Girls» vengono addestrate dai guerriglieri curdi, i quali stanno insegnando loro ad utilizzare gli AK-47. «Abbiamo avuto solo una formazione di base e abbiamo ancora bisogno di addestrarci - afferma -, ma siamo pronte a combattere l'Isis in qualunque momento». La popolazione yazida è stata la più colpita dai carnefici dello Stato Islamico dopo l'occupazione della provincia di Sinjar, nel nord dell'Iraq, e coloro che sono riusciti a fuggire raccontano di aver subito crudeltà inimmaginabili. Come ha rivelato una giovane della stessa età di Jane nel mese di maggio, spiegando che lei e la sorellina sono state stuprate ogni giorno dagli jihadisti prima di essere vendute - entrambe - ad un'asta di schiave. Mentre un'altra ragazza, conosciuta solo come Bahar, di 14 anni, ha confessato di essere stata sottoposta ad esami medici che provassero la sua verginità prima di venire venduta nel corso di un'asta ai combattenti dell'Isis. Ed è proprio il desiderio di vendetta per il sangue versato dai membri della loro comunità ad aver spinto le «Sun Girls» a combattere gli uomini di al-Baghdadi. Xate, per esempio, voleva diventare una insegnante di musica, ma confessa che dal giugno 2014, dopo la cattura di Mosul, «tutto è cambiato», e la sua missione ora è quella di diventare un soldato, un peshmerga. All'interno della comunità yazidi si dice che i combattenti dell'Isis abbiano paura di essere uccisi da una donna perché si preoccupano di non essere premiati con 72 vergini in paradiso. «Ma loro non potranno mai andare in cielo - avverte la 30enne artista - perché noi li uccideremo».

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