Quando in tarda mattinata Luca Signorelli si presenta all'ospedale di Modena Baggiovara, si diffonde contagioso un applauso. Un tributo spontaneo all'uomo che sabato si è lanciato per primo alla caccia di Salim ElKoudri, l'italiano di seconda generazione che aveva appena falciato un gruppo di persone con la sua Citroën C3 lanciata a tutta velocità nel centro di Modena. Signorelli non è il solo ad aver bloccato il trentenne di origine marocchina ma è quello che è preso il ruolo dell'eroe. Per caso o no, poco importa, è lui stesso a spiegarlo: "Non puoi chiedere a una persona di essere un eroe, una persona lo fa, punto".
Signorelli, 47 anni, programmatore informatico in attesa di una cattedra in un istituto tecnico professionale, camicia bianca fuori dai pantaloni, pizzetto curato, non ha più le macchie di sangue che sabato lo decoravano per la ferita di arma da taglio che ha riportato affrontando l'investitore e che è venuto a farsi curare e refertare (gli daranno sette giorni di prognosi) anche ieri non si è sottratto ai taccuini: "Ho fatto vedere che l'Italia non è morta, c'è ancora", anche se, aggiunge, "ho visto gente voltarsi dall'altra parte perché aveva paura. A volte bisogna rispondere". Insomma, Signorelli nei panni dell'eroe sembra starci bene ("Mattarella mi ha fatto i complimenti, mi ha detto che ho fatto un gesto eroico") e forse verrà decorato, avrà qualche onorificenza al valor civile. Intanto ripercorre quei minuti di coraggio e incoscienza: "Mi sono reso conto del pericolo, per due volte, prima di essere investito e poi quando mi ha accoltellato", dice, poi ricorda la comunione di intenti con gli altri sconosciuti che lo hanno seguito ("non ci siamo detti granché, ognuno ha poi pensato a soccorrere le persone ferite"), quindi di sé dice: "Come sto? Dopo uno stress del genere è difficile rispondere, mi sto riprendendo, mettiamola così. Ho rischiato la vita. Ieri non avevo una gran cera, ma lo rifarei".
Dagli ospedali intanto arrivano notizie in chiaroscuro. I ricoverati sono attualmente cinque. I più gravi due coniugi entrambi di 55 anni ricoverati all'ospedale Maggiore di Bologna in rianimazione. La donna ha diversi traumi e lotta tra la vita e la morte, anche se Carlo Coniglio, responsabile del reparto di Rianimazione, dice che "è migliorata rispetto alla notte". Il marito, anche lui con vari traumi, non sarebbe in pericolo di vita. Entrambi sono sedati. In ospedale ad attendere nervosamente notizie ci sono il figlio con un amico e uno dei suoi nonni. L'ospedale ha attivato il supporto psicologico per aiutarli ad affrontare queste lunghe drammatiche ore.
Altri tre pazienti sono al Baggiovara: si tratta di una donna tedesca di 69 anni, a cui la C3 di ElKoudri ha tranciato entrambe le gambe, una donna polacca di 53 anni, sottoposta a diversi interventi chirurgici e in condizioni definite "gravi" e un italiano di 59 anni che ha riportato un trauma facciale ed è l'unico vigile dei cinque ricoverati.
La sorella Maria Grazia è un'anima in pena: "Mio fratello - racconta - è stato tra i primi a esser travolto all'inizio del centro storico. È lucido e vigile, si ricorda tutto. Ha visto le persone saltare per aria. Lui è stato praticamente catapultato in mezzo alla strada. Ora gli devono fare la Tac, sembra avere una frattura al cranio, è caduto di testa".